• GIOVEDÌ 22 APRILE 2021 - S. Giacomo martire

Elezioni israeliane, lo scontro è a destra

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Tra tre settimane, il 23 marzo, Israele andrà alle quarte elezioni politiche in 18 mesi. Ma il panorama è profondamente cambiato, rispetto alle precedenti del 2 marzo 2020, che videro un acceso scontro tra il Likud, guidato da Bibi Netanyahu, che conquistò 36 seggi, e la coalizione di centro-sinistra, Blue and White (Blu e bianco, i colori della bandiera israeliana), guidata da Benny Gantz, che ne conquistò 33.Oggi, non si tratta più di uno scontro destra - sinistra, la sfida al premier è trasversale, e va da formazioni di destra all’estrema sinistra, unite dal comune rifiuto di una continuazione del suo predominio. Ma è tutt’altro che detto che questo fronte del no abbia successo, Netanyahu ha ancora molte frecce al suo arco.Nel 2020, Bibi non riuscì a mettere insieme una maggioranza di destra, fermandosi a quota 58 seggi su 120, mentre Gantz avrebbe potuto teoricamente contare su 62 seggi del blocco dei partiti anti Netanyahu.Ma tra questi vi erano i 15 seggi della Joint List, l’alleanza di quattro partiti arabo-israeliani, e ciò creò lo sfaldamento di quella possibilità, per le opposizioni determinatesi all’interno dello stesso Blue and White a basarsi sul sostegno anche esterno dei parlamentari arabi.Si arrivò così al colpo di scena dell’accordo del 20 aprile tra Netanyahu e Gantz, per la formazione di un Governo di unità nazionale, governo che è rapidamente giunto alla paralisi, portando nel dicembre scorso alla convocazione delle nuove elezioni per la mancata approvazione del budget 2020 entro i termini massimi previsti.L’accordo con Netanyahu determinò la scissione di Blue and White, lasciando Gantz con solo 19 deputati, mentre la restante parte, guidata da Yair Lapid, riprendeva la precedente denominazione di Yesh Atid, un partito di sinistra moderata dalle caratteristiche accesamente laiche.Da allora, molte cose sono cambiate, dal raggiungimento degli accordi di normalizzazione con diversi ...



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