• VENERDÌ 18 GIUGNO 2021 - S. Calogero eremita

Ehi, sindacati confederali, dove siete?

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Ehi, sindacati confederali, dove siete? Chissà se oggi Lando Buzzanca interpreterebbe ancora una pellicola di sapore popolare, “Il sindacalista”, come gli accadde nel 1972, quando l’operaio sotto la nebbia, orgoglioso di se stesso, nel proprio eskimo verde, raggiungeva i cancelli del turno in fabbrica, allo stesso modo di quel Giulio Basletti di “Romanzo popolare”, il volto amaro di Ugo Tognazzi, salariato pazzo d’amore per la Vincenzina della canzone di Enzo Jannacci, indimenticabile Ornella Muti diciottenne “davanti alla fabbrica”, ed erano trascorsi due anni, già il 1974.Da allora, anni ancora colmi della fiera pienezza politica dell’ “autunno caldo”, nella centralità delle lotte operaie, come dire, i nomi, meglio, la “formazione” dei dirigenti confederali nell’appena raggiunta unità sindacale era chiara, giungeva subito in mente e alle bocca di chiunque: Lama-Carniti-Benvenuto. Tutti ne avevano contezza, anche nella polemica, talvolta perfino nell’astio qualunquista da capannello o rissa in galleria, per citare il capolavoro di Boccioni. Nelle vignette di “Candido” o nelle foto sottotitolate con sarcasmo del “Borghese” di Tedeschi e Gianna Preda.Il bilioso risentimento verso “i sindacati venduti”, ritenuti dalla destra un male assoluto, “parassiti”, è stato per decenni tra gli argomenti ...



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