• GIOVEDÌ 15 APRILE 2021 - S. Anastasia martire

"Draghi deve comunicare o i leader di partito colmeranno quel silenzio"

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Il primo segnale è arrivato a governo appena insediato: l’intervista in cui Brunetta annunciava di voler riportare i dipendenti statali in ufficio, alla faccia della pandemia. Peccato che l’avesse rilasciata molti mesi prima della (ri)nomina a ministro, quando ancora stava all’opposizione. Un infortunio giornalistico che ha anche dato la misura della difficoltà, da parte di un sistema dell’informazione vorace di esternazioni a gamba tesa, nel prendere le misure a un esecutivo dal passo e dal profilo mediatici diversissimi rispetto a quello precedente. Lì, la presenza costante del premier Conte a suon di Dpcm, dirette Facebook e messaggi alla nazione. Qui, l’assenza: niente politica-spettacolo, basta con spin doctor, storytelling e politica pop fatta anche di passaggi nei talk show televisivi. Ma attenzione: “In una società democratica l’opinione pubblica deve poter contare su un flusso costante di informazioni riguardo le decisioni di chi regge le istituzioni”, ha scritto nei giorni scorsi su “La Stampa” uno tra i maggiori esperti e studiosi italiani di comunicazione politica, Massimiliano Panarari. Secondo il quale Draghi dovrà guardarsi bene da quella che chiama eufemisticamente “propensione comunicativa” dei partiti che lo sostengono. E l’uscita di Salvini sull’irrispettosità verso gli italiani di una Pasqua blindata ne è un buon esempio. Per non parlare dell’infornata di sottosegretari appena nominati, diversi dei quali più che avvezzi alle regole d’ingaggio televisive e dei social.Professor Panarari, in questo nuovo modello comunicativo fondato sulla sobrietà e il contenimento, che cosa accadrà nel sistema mediatico italiano alimentato dai talk show politici?Quello dei talk è un ecosistema articolato e complesso, dotato però di un carattere adattativo molto forte. Esiste una nota dominante, nel senso che la maggior parte o alcuni talk di prima fila sono effettivamente lo specchio della fase storica, della comunicazione del ...



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