• MARTEDÌ 20 APRILE 2021 - S. Agnese da Montepulciano

Dai Vaccini ad Alitalia, la mano di Draghi dossier per dossier

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La portata della discontinuità di Mario Draghi si capirà dall’impatto delle prime mosse. A iniziare dall’assetto della macchina dei vaccini, tolta a Domenico Arcuri e data al generale Francesco Paolo Figliuolo. Ma a spingere in una direzione di rottura rispetto al governo Conte non è solo l’affidamento della struttura commissariale per l’emergenza a un profilo specifico, legato all’esperienza e al know how dell’Esercito e della sua logistica. Ci sono anche altri elementi. Tutti accomunati da un’impronta: la regia di palazzo Chigi. Articolata sostanzialmente su tre assi. Il primo è rappresentato da Draghi in persona: frontman con Bruxelles sulle questioni dei brevetti e della produzione dei vaccini, ma anche sul dossier Alitalia. Il secondo è la squadra dei tecnici di palazzo Chigi: passa da qui, ad esempio, il piano B per Autostrade. Il terzo, collegato al secondo, è l’asse con il sottosegretario Roberto Garofoli. Vaccini e Alitalia. Perché conta il brand DraghiGli elementi che mettono in evidenza il ruolo di frontman del premier sulla questione vaccini hanno a che fare con un piano nazionale e con uno europeo. Lato italiano: i due nuovi uomini della macchina. Non solo Figliuolo, ma anche Fabrizio Curcio, il nuovo capo della Protezione civile. La nomina di Curcio è arrivata alle quattro del pomeriggio del 26 febbraio. Annunciata da palazzo Chigi con un comunicato stampa. Un’ora prima, sempre a palazzo Chigi, si era tenuta una riunione del Consiglio dei ministri, ma i partecipanti erano all’oscuro della scelta che avrebbe comunicato Draghi ...



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