• VENERDÌ 30 OTTOBRE 2020 - S. Massimo martire

Conte più saldo ma più guardingo. Il premier fa i conti col pressing di Zingaretti e con le richieste di rimpasto

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L’unica analisi che filtra da palazzo Chigi alle sei e mezza del pomeriggio, quando l’esito del combinato disposto referendum-Regionali è ormai segnato, è quasi tutta improntata sulla dimensione istituzionale. Ecco cosa riferiscono le fonti che danno forma al pensiero di Giuseppe Conte: “Gli italiani hanno offerto una grande testimonianza di partecipazione democratica sia per quel che riguarda il quesito referendario sia per le competizioni elettorali territoriali”. Equilibrismo perfetto tra le vittorie che pochi minuti prima si erano autointestate 5 stelle e Pd. Ma è l’ultimo passaggio a mettere in luce la necessità del premier: ”È giusto che siano gli esponenti delle forze di maggioranza ad esprimersi per primi”. Conte non incassa in pubblico l’effetto stabilità per il Governo contro il pericolo della spallata. Resta dietro le quinte. Guardingo. Lascia a Zingaretti e Di Maio l’onere di misurarsi in pubblico. Il sentiero stretto per il premier passa da qui, dalla spinta a nuovi equilibri che il Pd rivendica in chiaro e che hanno i nomi di Mes e decreti sicurezza. Il premier segue i risultati dal suo ufficio di palazzo Chigi, dove resta fino alle otto di sera. Alle prese con dossier delicati come quello del Recovery Fund. E fin dalle prime ore del pomeriggio si fa aggiornare costantemente dai suoi collaboratori su exit poll ...



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