• DOMENICA 7 MARZO 2021 - S. Teofilo vescovo

Bruxelles non si impunta su Conte

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“Stiamo seguendo gli sviluppi in Italia. Non commentiamo mai sugli sviluppi politici nazionali. Siamo ansiosi di continuare a lavorare con le autorità italiane sulle molte questioni che affrontiamo insieme e le iniziative che abbiamo intrapreso in questo periodo difficile”, dice Eric Mamer, portavoce della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Nel giorno delle dimissioni di Giuseppe Conte da capo del governo, l’aplomb dell’istituzione di Palazzo Berlaymont è impeccabile. Eppure non è un mistero nemmeno qui che l’Italia potrebbe avere un altro premier per gestire i 209 miliardi del Recovery fund, programmare gli investimenti e soprattutto attuare quelle “riforme” necessarie al paese. Un eventuale cambio a Palazzo Chigi viene messo nel conto nei palazzi della politica europea. L’importante è fare presto e garantire stabilità.“Tutti gli scenari sono aperti”, dicono dietro anonimato fonti istituzionali italiane con maggiori legami con Bruxelles, subito dopo il colloquio di Conte con il capo dello Stato Sergio Mattarella. Tra tutti, c’è anche lo scenario secondo cui l’esperienza di Conte alla premiership finisca oggi. Al suo posto, un altro premier, con una squadra rinnovata, a patto che sia personalità conosciuta a Bruxelles e ritenuta affidabile nelle istituzioni europee. A patto che garantisca stabilità e abbia numeri solidi in Parlamento per “fare le riforme”.È questa la priorità europea, come ad ogni cambio di governo degli ultimi anni: da Silvio Berlusconi a Mario Monti nel 2011, da Enrico Letta a Matteo Renzi nel 2014. Le riforme chieste dall’Europa ...



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