• GIOVEDÌ 29 LUGLIO 2021 - S. Marta vergine

Biden, missione compiuta

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I due presidenti che hanno preceduto l’amministrazione democratica di Joe Biden, con gli otto anni del cerebrale, algido, raziocinante Barack Obama e la sua utopistica visione di un mondo senza conflitti, la freddezza verso ogni impegno concreto in campo, vedi impotenza nel conflitto in Siria, e i quattro anni di nazionalista e populista politica di Donald Trump, nei fatti subalterna a Mosca, sono stati stagione felice per il presidente russo Vladimir Vladimirovic Putin. Con Trump si intendeva alla perfezione, chi lo conosce bene dice che il presidente repubblicano sognava di governare Washington come Putin a Mosca, pugno di ferro pubblico e sfrenato lusso privato, senza dissensi e opposizione. E Putin non temeva affatto il tono da giurista di Harvard di Obama, sempre perbene, sapendo che il mondo è rozzo, violento, aggressivo, le parole volano, il polonio ai dissidenti e le milizie schierate in Crimea, Donbass, al confine con l’Ucraina restano. Ma l’anziano, esperto, cauto, moderato Joe Biden, che la rete conservatrice Fox News, e i suoi adepti in Europa, irridono come “vecchio demente”, è un brutto cliente per l’ex ufficiale dello spionaggio Kgb Putin.Al vertice in Svizzera, Biden è arrivato con un’agenda precisa: dichiarare al leader russo, definito “killer”, assassino, nella recente intervista alla Abc, che non si sta affatto aprendo una nuova Guerra Fredda, che su clima e armi nucleari si continuerà a trattare, che le forniture di gas e petrolio alla Germania e agli altri paesi Ue possono continuare senza strappi, ma che l’idea degli Stati Uniti distratti come con Obama, o supini come con Trump, è chiusa. Dal dissidente Navalny, alle continue scorribande informatiche che, progettate nei paesi dell’ex Unione Sovietica legati a Putin, investono infrastrutture occidentali, la carta bianca a Mosca è finita. Putin è il più astuto ed esperto uomo di Stato all’opera nel XXI secolo, e ha subito capito la lezione: i raid cibernetici ...



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