• VENERDÌ 18 SETTEMBRE 2020 - S. Irene vergine

Beirut esplode in un Libano al collasso

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“Ciò che è successo a Beirut ricorda Hiroshima e Nagasaki, nulla di simile era mai accaduto in passato in Libano”. Tra le lacrime, il governatore di Beirut, Marwan Abboud, ha usato questo paragone per descrivere l’apocalisse di Beirut - un’esplosione di una potenza inaudita nella zona del porto - mentre il ministero della Salute libanese lanciava un appello “a tutti i medici e al personale sanitario” del Paese a correre negli ospedali della capitale per soccorrere i feriti. Migliaia, un bilancio ancora in divenire, come provvisoria è la conta dei morti del giorno più infausto nella storia recente del Libano. 4 agosto 2020, una data che è già entrata nei libri di storia, mentre ancora manca una ricostruzione ufficiale di cosa ha causato la tremenda esplosione nella zona del porto. Le autorità libanesi hanno parlato di una “enorme quantità di nitrato di ammonio” - un composto chimico che viene utilizzato come fertilizzante, ma anche per produrre esplosivi - stoccato in un magazzino, ma non è chiaro cosa abbia innescato una deflagrazione che è stata avvertita anche a Cipro, a circa 240 chilometri di distanza dalla capitale libanese.  In serata il primo ministro Hassan Diab ha parlato alla nazione in diretta tv. Ha riferito che il magazzino considerato la probabile fonte dell’esplosione era stato oggetto di attenzione già nel 2014. Ha assicurato che presto verranno “rivelati fatti” sul magazzino in questione, aggiungendo tuttavia di non voler anticipare i risultati delle indagini. E ha fatto una promessa ai cittadini libanesi: “Questa catastrofe non passerà senza colpevoli. I responsabili pagheranno un prezzo”.L’apocalisse di Beirut – ampiamente documentata in foto e video che mostrano una città in preda al caos, persone ricoperte di sangue, strade ridotte in macerie – arriva come il colpo di grazia a un Paese già emaciato dalla crisi economica ...



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