• MERCOLEDÌ 27 GENNAIO 2021 - S. Angela Merici

Violenza donne, calo di accessi ai Pronto soccorso: c’è grande problema del ‘sommerso’

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Silvia Mari 28/11/2020 Donne s.mari@agenziadire.com Intervista a Catia Morellato, specialista in Medicina Interna che dal 2001 lavora presso il Pronto Soccorso di Montebelluna, Azienda ulss n. 2 Marca Trevigiana Share on facebook Share on twitter Share on whatsapp Share on email Share on print ROMA – “La prevalenza e la gravità degli episodi di violenza psicologica e sessuale sulle donne da parte del marito o compagno sono sicuramente sottostimati dall’analisi dei verbali del Pronto Soccorso, perché non vengono sempre denunciati dalla donna stessa o perché non vengono adeguatamente indagati da parte degli operatori sanitari”. E’ un’affermazione che denuncia il grande problema del “sommerso” sulla violenza di genere quella che, alla Dire, Catia Morellato, specialista in Medicina Interna che dal 2001 lavora presso il Pronto Soccorso di Montebelluna, Azienda ulss n. 2 Marca Trevigiana, ha rilasciato, proprio in virtù del suo impegno in prima linea per l’accoglienza delle donne che arrivano in ospedale dopo aver subito maltrattamenti. Con il Covid poi le cose si sono ulteriormente complicate. “Da fine 2015- ha spiegato la dottoressa- da quando cioè abbiamo iniziato a raccogliere in modo sistematico i dati relativi agli accessi identificati come ‘codice rosa’ a dicembre 2019 nei nostri pronto soccorso abbiamo accolto 968 donne. Nel 2020 (da gennaio ad oggi) si sono rivolte a noi 163 donne (nell’anno 2019 avevamo avuto 233 accessi). Nel periodo della prima ondata Covid-19 e in particolare durante il lockdown (febbraio-fine maggio 2020) abbiamo notato una diminuzione del numero di accessi (81 vs 64). Questo minore accesso ai servizi sanitari da parte delle donne vittime di violenza domestica e di genere, si spiega- ha chiarito- non solo con le disposizioni imposte dal DPCM, ma in parte è stato dovuto al fatto che oltre ad avere meno possibilità di uscire di casa per le limitazioni imposte per legge, le donne conviventi con gli autori di violenza subivano anche un maggior controllo e una ulteriore limitazione della loro libertà individuale”. “Dalla metà del 2014- ha spiegato Morellato sulla genesi del progetto- si è iniziato a delineare un protocollo (denominato ‘progetto Adele’) di presa in carico delle donne vittime ...



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