• MERCOLEDÌ 27 MAGGIO 2020 - S. Agostino v. di Canterbury

Ue, l’economista Gros: “Italia attenta, il Mes non è un regalo”

ATTENZIONE
Tutto il materiale presente in questo articolo è coperto da Copyright Dire.it e ne è vietata la riproduzione, anche parziale.


Redazione 22/05/2020 Europa redazioneweb@agenziadire.com Per Daniel Gros, presidente del Center for European Policy Studies (Ceps), il Mes non è uno strumento adatto per un paese in grado di finanziarsi sul mercato Share on facebook Share on twitter Share on whatsapp Share on email Share on print BRUXELLES – Il Meccanismo europeo di stabilita’ (Mes), economicamente parlando, “non e’ proprio un regalo come appare”. Cosi’, in un’intervista con l’agenzia Dire, Daniel Gros, presidente del Center for European Policy Studies (Ceps), uno dei principali think thank sulle politiche europee.“Pur essendo un prestito a tassi bassissimi”, visto che e’ stata concordata una linea di credito speciale, si tratta di “un prestito senior”, il che vuol dire che “se l’Italia si dovesse trovare in difficolta’ a pagare il suo debito pubblico in generale, dovrebbe prima pagare quello contratto con il Mes e poi i restanti Btp“.Secondo il presidente del Ceps, se l’Italia accedesse a questa linea di credito, i Btp ordinari “diventerebbero di serie B”, una situazione che ne farebbe diminuire il prezzo di rendita e, di conseguenza, aumentare il prezzo di emissione a causa di tassi d’interesse piu’ alti da pagare.Per questo motivo, spiega Gros, “se sommiamo il guadagno del Mes in termini di bassi tassi di interesse al maggiore costo dei Btp si vedra’ che il guadagno netto per il Paese Italia sara’ praticamente nullo“.Una situazione, ...



Sannioportale.it