• VENERDÌ 5 GIUGNO 2020 - S. Bonifacio vescovo

Report del Consiglio Grande e Generale del 22 maggio – seduta del mattino

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Cristina Rossi 23/05/2020 San Marino c.rossi@agenziadire.com I lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono dall'esame dell'articolato del Decreto – Legge n.67 del 3 maggio 2020: “Interventi in ambito di lavoro e pensioni a supporto dell'emergenza economica causata dal Covid-19” Share on facebook Share on twitter Share on whatsapp Share on email Share on print I lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono dall’esame dell’articolato del Decreto – Legge n.67 del 3 maggio 2020: “Interventi in ambito di lavoro e pensioni a supporto dell’emergenza economica causata dal Covid-19”. Ad accendere la discussione è anzitutto l’articolo 2, con le opposizioni che sollevano dubbi sulla penalità del 15% per il datore di lavoro che non ottemperi all’obbligo al pagamento dell’indennità di integrazione salariale (non applicabile nel caso in cui non vi sia la disponibilità su conti correnti personali o aziendali) e sulla procedura per la verifica dell’insussistanza della disponibilità tramite verifica bancaria in deroga alle norme sulla riservatezza. “Abbiamo ritenuto di far prevalare il concetto politico rispetto a quello giuridico – afferma il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini – per tutelare maggiormente i lavoratori in una situazione emergenziale”. Su quest’ultimo punto, in particolar, dopo alcuni minuti di sospensione, maggioranza e opposizione riescono a trovare la quadra attraverso una modifica – precisa Alessandro Scarano (Pdcs) – che va “a tutelare il principio dell’autonomia perfetta”. Toni accesi anche sull’Articolo 3 (“Misure straordinarie a tutela dell’occupazione interna”), con Libera e Rf che chiedono l’abrogazione di una norma che va verso “il superamento della liberalizzazione del mercato del lavoro”. Nicola Renzi (Rf) parla di “revanscismo e revisionismo”. “Questa è una visione assolutamente illiberale” aggiunge. “Non possiamo tollerare il fatto che a casa stiano 1.200 sammarinesi” replica il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini il quale invita Renzi a “venire a guardare negli occhi i sammarinesi licenziati”. “Se essere illiberale vorrà dire una tutela maggiore nei confronti delle famiglie sammarinesi – conclude – allora sarò illiberale”. “Non mi stupisce che una forza conservatrice voglia tornare al passato, al controllo dei dipendenti da parte del Congresso di Stato” afferma Rossano Fabbri (Libera). Giuseppe Maria Morganti (Libera) ricorda che “quella norma ha dato la possibilità di essere assunti senza passare attraverso le forche caudine della Commissione lavoro”. “Il diritto al lavoro – è la posizione di Andrea Zafferani (Rf) – si garantisce non ponendo obblighi alle imprese ma creando un sistema che permetta loro di investire sul territorio e creare occupazione”. “Non si tratta di un progetto di legge, ma di un decreto legato al Covid-19” precisa Gian Matteo Zeppa (Rete). “E’ una norma che serve a creare una forma di recinto per alcuni mesi durante i quali ci saranno valutazioni diverse – dice Francesco Mussoni (Pdcs) -. Sosteniamo l’intervento consapevoli che si tratta di una norma transitoria e temporanea”. Eva Guidi (Libera) teme tuttavia che “ci si possa nascondere dietro la situazione dell’emergenza per fare interventi che difficilmente potrebbero essere portati avanti”. Alle 12.30 i lavori vengono sospesi. Di seguito una sintesi degli interventi  Comma 2: Ratifica Decreti Delegati e Decreti – LeggeDecreto – Legge 3 maggio 2020 n.67 – Interventi in ambito di lavoro e pensioni a supporto dell’emergenza economica causata da COVID-19Maria Katia Savoretti (Rf): Più volte come opposizione abbiamo chiesto di condividere con noi le scelte più importanti. Questo è stato fatto in diverse occasioni. Mai da parte del Governo questo atteggiamento c’è stato. Opposizione ha tutto il diritto di esercitare nell’Aula il compito che il mandato consigliare gli affida. In questo momento quello che sta facendo l’opposizione è una critica e le critiche devono essere viste come costruttive. Non si vuole annullare ciò che è stato fatto. Sappiamo tutti che ci troviamo in un momento difficile. Siamo sempre stati all’oscuro di quello che veniva fatto. Art.1 Nicola Renzi (Rf): Chiediamo che la misura di integrazione salariale concessa sia del 75%. Le somme dovute a titolo di retribuzione non possono essere inferiori a 900 euro anziché 500. E’ ciò che avevamo già proposto in fase di ratifica del decreto 62. Aumenta la percentuale di retribuzione salariale. A nostro avviso abbiamo detto quelli che possono essere gli strumenti per reperire internamente ed esterne le risorse. Segretario di Stato Teodoro Lonfernini: Emendamento molto semplice. Si è generato un problema di forma: dobbiamo correggere l’articolo 1 nel titolo. Solo un emendamento di correzione. Portare di nuovo a quelle percentuali, in una fase ancora ...



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