• GIOVEDÌ 21 GENNAIO 2021 - S. Agnese vergine

I medici di base: “Siamo centrali per la medicina del territorio e la telemedicina”

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Chiara Organtini 01/12/2020 Sanità L'intervista a Valeria Zurlo, medico di continuità assistenziale e coordinatrice della Regione Molise per la Simg Share on facebook Share on twitter Share on whatsapp Share on email Share on print ROMA – “Le risorse per la telemedicina sono state una manna dal cielo, in questo momento in cui i medici di famiglia sono tornati a essere centrali, per soddisfare i bisogni di cura non solo del Covid ma di tutte quelle patologie per le quali i pazienti non riescono ad accedere in ospedale a causa del Covid”. A dirlo è Valeria Zurlo, medico di continuita’ assistenziale e coordinatrice della Regione Molise per la Simg.“Il nostro compito con la telemedicina diventa quindi preventivo e anche organizzativo- continua- perché possiamo fare teleconsulti e indirizzare verso il giusto specialista. Se il paziente non puo’ accedere alla visita in ospedale, costruire una rete integrata tra medici, piattaforme e specialisti che validino le diagnosi diventa la sfida del presente”.– Il Covid ha portato alla luce delle crepe nel sistema di medicina territoriale. Dove e come bisogna intervenire?“Il virus ci ha dato la possibilita’ di riflettere su alcuni punti, strategici, di forza e di debolezza del sistema: nessuno aveva mai pensato che un saturimetro potesse avere un’importanza fondamentale. Esistono invece saturimetri bluetooth che possono mandare i dati al medico di medicina generale, a partire dai wearable per un telemonitoraggio in cui i medici di famiglia possono avere un riscontro immediato e fornire un’assistenza di prossimita’. In questo modo il paziente puo’ sentirsi maggiormente sostenuto e assistito: la tecnologia si integra nella medicina territoriale, non solo per il Covid ma soprattutto per le patologie croniche, per cui il saturimetro puo’ servire”.– Esistono delle piattaforme per la gestione dei dati?“Si’, ci sono dei gestionali per integrare i dati, di cui i medici di famiglia sono gia’ in possesso ma ci vorranno anche delle linee guida per creare integrazione tra le altre app disponibili. E’ ancora un capitolo tutto da scrivere, in questo senso, affinche’ ci sia protezione dei dati del paziente ma anche un utilizzo trasversale su diverse patologie e vari specialisti: serve fare rete. Esiste poi il teleconsulto, ...



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