• LUNEDÌ 3 AGOSTO 2020 - S. Pietro vesc. di Anagni

Dimmi come usi la mascherina e ti dirò chi sei

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Camilla Folena 16/07/2020 Sanità Lo psichiatra: la mascherina esprime "il nostro rispetto, la cura per noi stessi e per tutti coloro che ci circondano" Share on facebook Share on twitter Share on whatsapp Share on email Share on print ROMA – “In latino si diceva ‘persona’, è l’oggetto più iconico della pandemia, il segno di riconoscimento più diretto e immediato degli abitanti di un mondo diverso. È l’emblema del nostro arretramento relazionale, della nostra desocializzazione difensiva, della rarefazione obbligata dei contatti e di quella auspicata dei contagi”. Sembra quasi un indovinello e invece, le parole di Daniele La Barbera, professore ordinario di Psichiatria all’Università di Palermo, tratteggiano il profilo della mascherina: assoluta protagonista di un’estate italiana in pandemia, soprattutto dopo la recente decisione di prolungarne l’utilizzo, fino al 31 luglio, da parte del ministero della Salute. “La maschera ci smaschera nella nostra fragile e inconsistente illusione di sicurezza e progresso- aggiunge lo psichiatra- nelle certezze consolidate, nell’autocompiacimento di tutto ciò che abbiamo conquistato e ritenevamo inalienabile”. Se per alcune culture, infatti, “l’uso della mascherina era piuttosto usuale da diversi anni- spiega lo psichiatra- per noi è un fatto nuovo, calato dall’alto in una condizione di emergenza eccezionale e imprevista, che ha richiesto un adattamento rapido e, dunque, certamente non facile”.L’immediatezza con cui ci si è dovuti abituare, e “l’estraneità dei nostri comportamenti al suo utilizzo, non solo ne hanno inibito l’uso corretto, ma anche il processo psicologico che ne avrebbe dovuto favorire l’accettazione- ...



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