• DOMENICA 31 MAGGIO 2020 - S. Petronilla vergine

Gli effetti dell’inquinamento sul nostro cervello

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di María Neira – Sette milioni di morti premature all’anno  sono causate dall’aria inquinata che respiriamo. Questa informazione è stata divulgata? La risposta è sì.  Al momento abbiamo più di 70 milioni di articoli scientifici  che hanno esaminato la relazione tra l’aria che respiriamo e la nostra salute,  e i giornalisti ne hanno parlato frequentemente.  Infatti, in relativamente poco tempo,  siamo venuti a sapere  che l’inquinamento dell’aria ha un impatto negativo  sulla maggior parte dei nostri organi principali. Iniziamo dai polmoni.  Quando si pensa all’inquinamento, si pensa sempre ai polmoni.  Con ogni respiro che facciamo,  inaliamo sostante tossiche  e i nostri poveri polmoni soffrono. Ma da cosa è composto l’inquinamento dell’aria? L’inquinamento dell’aria è un miscuglio molto complesso  di particelle solide,  gocce liquide,  e gas chimici.  Un composto  che fuoriesce da fonti come il gas che usiamo per cucinare,  dalle industrie o dal traffico  o da molte altre fonti. Ovviamente, in diverse fonti di inquinamento dell’aria sono  presenti diversi composti di agenti inquinanti.  Tutte queste tossine  possono essere combinate tra loro in diversi modi. Per esempio, prendiamo in considerazione il particolato, detto anche PM.  Può trattarsi di un composto che comprende terriccio e polvere stradale,  metalli tossici,  diesel,  nitrati e solfati,  e questo meraviglioso cocktail velenoso  ci attraversa i polmoni ogni giorno. E non possiamo smettere di respirare; oltretutto, abbiamo bisogno di circa 10mila litri di aria al giorno. Ma l’inquinamento dell’aria non colpisce soltanto i nostri polmoni.  Colpisce anche il nostro cervello. Negli ultimi 10 anni  il numero di ricerche sulla relazione tra l’inquinamento dell’aria  e la salute del nostro cervello  è aumentato drasticamente.  Per prima cosa, c’è un grande corpus di prova  sui potenziali  effetti  dannosi dell’inquinamento sui centri del nostro sistema nervoso.  Ma torniamo un attimo alle particelle tossiche.  Le abbiamo lasciate nei polmoni. Ma ora le più piccole  possono immettersi nel flusso sanguigno,  e da lì vengono pompate dal cuore,  raggiungendo tutto il corpo,  minacciando tutti gli organi,  incluso il cervello. L’inquinamento non conosce barriere  ed è vero anche all’interno del nostro corpo,  perché l’inquinamento attraversa la barriera della placenta. Diversi studi suggeriscono  che il prolungamento dell’esposizione all’inquinamento in età prenatale e nella prima infanzia porterà effetti negativi sullo sviluppo neurale. Inoltre, è stato scoperto che esporre i cervelli dei nostri figli per molto tempo al particolato  causa reazioni come l’infiammazione celebrale, ha anche una cattiva influenza  su alcuni disturbi del comportamento come l’autismo,  disturbi da deficit dell’attenzione e iperattività. Altera la risposta neurologica  e causa l’influenza di diverse placche proteiche  che si accumulano  e che possono aumentare il rischio di malattie come l’Alzheimer e il Parkinson. Investiamo nel futuro dei nostri figli,  li mandiamo a scuola ogni giorno perchè possano espandere le loro menti,  la società investe nella loro istruzione  e tuttavia l’aria che respirano mentre aspettano il pullman per andare a scuola  influenza negativamente lo sviluppo dei loro cervelli. Secondo recenti dimostrazioni scientifiche, l’esposizione prolungata al particolato causa un declino cognitivo  nei partecipanti alle ricerche, invecchiando il cervello e aumentando la probabilità  di avere piccoli ictus silenti. Alcuni studi epidemiologici suggeriscono che ci sia un rischio elevato di demenza  a causa dell’esposizione prolungata agli agenti inquinanti. Quindi, quasi tutti siamo esposti all’inquinamento atmosferico.  Che viviate in un’area rurale o urbana,  in uno stato ricco o in uno stato povero,  il cervello di tutti, compreso il vostro,  è a rischio. Certo, alcuni posti sono più inquinati di altri  ma questo è un problema globale  e nessun individuo, nessuna città, gruppo, stato o regione  potrà risolverlo da solo.  Ci vogliono azioni forti da parte di tutti:  società civili,  settori privati,  anche i singoli individui.  Tutti abbiamo un ruolo.  Dobbiamo modificare il modo di consumare,  il modo di spostarci, il modo in cui usiamo l’energia. E la cosa positiva è che tutte queste soluzioni sono a portata di mano.  La domanda è: se rimandiamo le soluzioni  di un giorno potremmo perdere migliaia di vite ma se le rimandiamo di un anno  potremmo perderne sette milioni.  Quindi ogni legislatore, ogni politico,  deve essere consapevole delle conseguenze sulla salute umana  se rimanda le proprie decisioni. Ogni politico deve sapere che ritardare quelle che chiamano azioni forti  come ridurre il traffico nelle città o investire nel trasporto pubblico  e promuovere gli spostamenti in bicicletta,  investire nell’energia rinnovabile,  promuovere energia più pulita sono soluzioni molto intelligenti in quanto riducono le emissioni, migliorano la qualità dell’aria e proteggono i nostri bellissimi cervelli.



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