• SABATO 5 DICEMBRE 2020 - S. Saba abate

Unioni civili, il Pd alla prova del nove

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?Unioni civili, si torna in aula mercoledì. E questa domenica sarà decisiva per capire con quale strategia il Pd si presenterà in Senato. Nell'Assemblea nazionale del partito a Roma ci si confronterà anche come procedere dopo lo scivolone di mercoledì scorso, quando il "super-canguro" (il maxi-emendamento che avrebbe dovuto blindare il testo, stepchild compresa, e bloccare l'ostruzionismo) è stato "scaricato" dal M5s, con il conseguente rinvio della discussione di una settimana. I grillini hanno spiegato di essere favorevoli al testo Cirinnà ma di non volere "giochetti procedurali", i cattolici del Pd e i centristi di Ap da parte loro sono tornati a chiedere con forza di stralciare le adozioni e di votare (a questo punto con una larga maggioranza) le unioni civili.

Ma il Pd, dilaniato al suo interno con la minoranza Pd, che non intende fare passi indietro e i cattolici contrari alle adozioni, ha deciso che la stepchild adoption resta. Posizione confermata oggi dal presidente Orfini: "Il Pd ci ha messo la faccia", "no allo stralcio". Ad essere cambiata nel frattempo è la strategia del Pd e del presidente del Senato Pietro Grasso.

Archiviare il "canguro" e andare avanti con il voto sui singoli emendamenti. Tanto più che il Carroccio (dopo un lungo tiro e molla) ha ritirato la scorsa settimana la maggior parte (4.500) dei suoi. L'idea che si fa strada è aprire il dibattito a tutto campo sulla legge: dei 1.200 emendamenti residui almeno la metà saranno giudicati inammissibili perché non pertinenti o ripetitivi.

A questo punto si procederà con il voto su quelli residui e poi con il voto del ddl, articolo per articolo. Compreso il contestatissimo articolo 5
(sulle adozioni del figlio del partner, sul quale dovrebbe esserci il voto segreto). Lo stesso ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ha ammesso che al Senato il Pd non ha i numeri per approvare la legge da solo (e neanche con il sostegno di Ala di Verdini) e deve cercare alleati altrove. Ma le due strade possibili, l'asse con i Cinque stelle (che sulla carta sono favorevoli alle adozioni) e il patto i centristi, al momento sembrano entrambe sbarrate. Unica soluzione: tentare la roulette dell'aula. Strada che il premier Matteo Renzi ha sempre indicato come quella da preferire sia pure la più incerta.

Saranno dunque i senatori ad approvare o bocciare le adozioni esercitando la libertà di coscienza che tutti i partiti (almeno sulla carta) hanno lasciato su questo tema.
Domenica (21 febbraio) all'Assemblea nazionale del Pd Matteo Renzi indicherà a la strada ai suoi.

Potrebbe esserci una carta a sorpresa: una nuova normativa contro l'utero in affitto al quale starebbe lavorando il governo (in particolare i ministri Orlando e Lorenzin), che prevederebbe un inasprimento delle sanzioni. Una mozione che impegna il governo in questa direzione è stata annunciata dalla senatrice Finocchiaro.

"Contro l'utero in affitto sanzione amministrativa inutile. Deve essere reato penale con inadottabilità": è quanto scrive in un tweet il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. "Io credo che ormai bisognerà votare sull'emendamento, a meno che non si riesca a trovare un punto di caduta che a mio parere può essere solo quello di rendere l'utero in affitto un reato universale, legarlo a una norma penale e poi porre la sanzione e il divieto di adottabilità per il partner", ha spiegato più tardi.

Intanto ad inasprire il clima politico arriva il parere dell'avvocatura dello Stato sul caso di due donne sposate negli Usa che chiedono il riconoscimento dell'adozione dei due figli che hanno avuto con la procreazione artificiale. Mercoledì la Consulta si riunirà per decidere ma l'avvocatura sostiene che già adesso (anche in assenza di una legge) i giudici non potrebbero esimersi dal riconoscere il diritto all'adozione reciproca (come ha anticipato il quotidiano La Repubblica) per due motivi: "La preminenza dell'interesse del minore" e "il pregiudizio sociale sull'equilibrio psicofisico del bambino" cresciuto da due persone dello stesso sesso. Insorgono i centristi che parlano di un'ingerenza del governo in un momento così delicato. "Un tentativo di risolvere il nodo divisivo della genitorialità omosessuale attraverso la solita giurisprudenza creativa". Di fatto una sentenza che, in caso fosse pronunciata dalla Corte costituzionale, renderebbe inutile e superfluo l'articolo 5 sulla stepchild adoption. Pur restando aperta la questione dell'utero in affitto.



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