• DOMENICA 5 LUGLIO 2020 - S. Antonio Maria Zaccaria

Calais, iniziato sgombero della «Giungla»

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Ha preso il via questa mattina lo sgombero del campo profughi di Calais, il più grande di Francia. I migranti, per lo più afgani, eritrei e sudanesi, si sono messi in coda con alla mano le valigie e i loro pochi beni, per essere trasferiti nei 450 centri che il governo francese ha aperto su tutto il territorio. Il primo autobus è partito con a bordo 50 sudanesi diretti nella regione di Burgundy.

PRONTI CON I BAGAGLI. Nelle ultime settimane, il personale dello Stato e le associazioni umanitarie hanno lanciato una campagna di informazione per i migranti, con lo scopo di convincerli a beneficiare di questo dispositivo di aiuto anziché ostinarsi a rimanere a Calais, il punto di raccolta più vicino al Regno Unito, destinazione desiderata dalla maggior parte di loro.
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Migranti in fila questa mattina per lasciare Calais (Lapresse)

La campagna informativa sembra aver dato i suoi frutti e questa mattina molti uomini e donne sono arrivati nel centro di smistamento da dove gli autobus li porteranno nelle loro nuove destinazioni.

INTERVISTA «Il Muro di Calais? Alzato dai media» di Silvia Guzzetti (9/9)

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Migranti nella Giungla con i bagagli, 24 ottobre (Lapresse)

UNA SETTIMANA PER LO SGOMBERO. In totale, le autorità francesi prevedono che circa 60 autobus partiranno oggi con a bordo 50 persone ciascuno, domani sono attesi 45 autobus e mercoledì altri 40. In totale, le autorità francesi fanno sapere che nella "giungla" di Calais - come è stato ribattezzato il campo - ci siano tra le 6mila e le 8mila persone. Per questo le operazioni di trasferimento dovrebbero durare circa una settimana. Tutti i bambini e le famiglie - minoritari nel campo - saranno oggetto di particolare attenzione e cura al momento della selezione della destinazione. Qualora qualcuno abbia famiglia nel Regno Unito, sarà trasferito oltre Manica.

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Migranti lasciano la Giungla di Calais e il sogno di Londra (Lapresse)

IL MINISTRO: DOVERE UMANITARIO. "Lo smantellamento è un dovere umanitario per il nostro Paese. È il risultato di un impegno costante dello Stato per due anni a Calais, assieme ai funzionari locali e alle associazioni. Risponde a una situazione d'emergenza, ma anche alle attese di una città e dei suoi abitanti, che affrontano da più di cinque anni una crisi migratoria di grande entità. Avverrà in una sola volta, impiegheremo tutti i giorni necessari perché abbia successo". Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, in un'intervista a La voix du Nord.

REPORTAGE Calais, voci dalla Giungla di Gilberto Mastromatteo (27/9)

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Poliziotti in assetto antisommossa ieri sera a Calais (Lapresse)

SCONTRI CON CHI SI OPPONE. La questione più spinosa è costituita da coloro che non vorranno abbandonare il campo per il desiderio di attraversare il Canale della Manica. Il governo francese ha programmato un ingente dispiegamento di polizia, con il rinforzo di 2.000 agenti, per evitare che chi rimane si installi in altri campi di fortuna. Alcuni migranti più radicali si sono opposti agli spostamenti anche con la forza: gli agenti hanno utilizzato in questi scontri - l'ultimo si è verificato questa mattina - i gas lacrimogeni.

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Gli scontri della scorsa notte nella Giugna di Calais (Lapresse)



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