• MERCOLEDÌ 25 NOVEMBRE 2020 - S. Caterina vergine e martire

Venezia: Desde Alla, amore gay e solitudine

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Una vicenda a sfondo omosessuale-nazista, protagonisti un malinconico cinquantenne che divide la sua vita tra occasionali incontri con ragazzi di strada e il suo metodico lavoro di odontotecnico: è Desde Alla dell'esordiente venezuelano Lorenzo Vigas, premiato con il Leone d'oro alla 72/a Mostra del cinema di Venezia. Ambientato a Caracas, il film segue la vita di Armando (un grandissimo Alfredo Castro), un uomo meticoloso, dalla casa bigia, che vive solo diviso tra lavoro, statuette di ceramica e la sua omosessualità. Sua passione i ragazzi di strada. Li adesca e si accontenta solo di vederli spogliare. Ovviamente in cambio di soldi. Ma quando incontra Elder (Luis Silva), un adolescente violento e pieno di fascino, le cose per lui cambiano. Dopo iniziali scontri con il ragazzo che lo picchia e lo deruba al primo incontro, Armando fa come famiglia con il ragazzo, gli fa da padre. Ma dietro la vita di entrambi ci sono segreti che devono inevitabilmente esplodere. Il regista, che prima aveva girato solo un corto, 'Los elefantes nunca olvidan', per questo suo primo film ha avuto l'appoggio di Guillermo Arriaga che figura anche tra i produttori. Ha detto Vigas dell'attore diciannovenne che interpreta Elder: "E' un ragazzo non estraneo alla violenza poiché viene da un quartiere anche più duro di quello mostrato nel film". Quanto al loro rapporto padre-figlio, "la relazione descritta nel film - ha spiegato il regista - riguarda più i bisogni emotivi che il sesso. Detto questo, affronto anche l'omofobia: diverse culture latinoamericane sono ancora conservatrici rispetto all'omosessualità e l'omofobia si può incontrare in tutti gli strati sociali".



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