• MARTEDÌ 22 SETTEMBRE 2020 - S. Maurizio martire

Vegas al Quirinale: 'Mai pensato a dimissioni

ATTENZIONE
Tutto il materiale presente in questo articolo è coperto da Copyright ANSA.it e ne è vietata la riproduzione, anche parziale.


"Non ho mai pensato a dimettermi". Il presidente Consob Giuseppe Vegas, ricevuto nel pomeriggio al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella e finito con la Banca d'Italia al centro degli attacchi di forze politiche e risparmiatori per il suo ruolo nella vicenda delle 4 banche in crisi, nega di voler lasciare e dice "per me e la mia istituzione non ho elementi di rimprovero". Vegas, intervenendo a Ballaró, apprezza le parole del Capo dello Stato sulla necessità di coordinamento di tutte le istituzioni. La Consob é pronta a collaborare con la Camera arbitrale dell'Autorità anticorruzione cui il governo ha affidato l'incarico di verificare caso per caso i dossier degli obbligazionisti. Ma avvisa: "non sarà facile rimuovere le sovrapposizioni". In futuro, chiede ai risparmiatori di "passare almeno un' ora a leggere i prospetti" e le avvertenze. I tempi quindi per la legge non saranno brevi e così anche per la riforma delle Bcc che arriverà a gennaio, forse anche febbraio, delineando inoltre solo le linee generali del nuovo assetto del credito cooperativo. L'attuazione poi, secondo il presidente della Bcc di Roma, Francesco Liberati, richiederà altri 18-20 mesi con una buona parte del settore che chiede sì regole e controlli, ma non la fine dell'autonomia. E mentre il centrodestra ieri ha presentato una mozione di sfiducia che verrà discussa a gennaio, dal Pd intanto si annuncia che verrà depositata una proposta di legge a prima firma Andrea Marcucci per istituire una commissione bicamerale d'inchiesta sul sistema delle banche (analoga iniziativa arriva anche da Si). Una proposta 'forte', visti i poteri equiparabili a quelli della magistratura di cui le commissioni d'inchiesta dispongono, che però non convincerebbe tutti, nemmeno all'interno dello stesso partito democratico, e su cui ancora sarebbero aperte riflessioni e mediazioni nel tentativo di trovare una strada alternativa, ferma restando la volontà di fare chiarezza. Non ci sono comunque solo i risparmiatori che hanno perso tutto. L'attenzione è anche sulle 4 'nuove' banche che dovranno essere cedute sul mercato, e i dipendenti che vi lavorano, sempre più oggetto delle ire di chi ha perso tutto e li incolpa di averli male consigliati o truffati. Se la vendita non avverrà a gennaio, diversi fondi e società anche straniere si sarebbero già fatte avanti mentre dal sistema bancario italiano (che peraltro ha messo i soldi per il loro salvataggio) c'è freddezza. Il presidente delle 4 Roberto Nicastro, che ha invitato i sindacati a non alimentare "il vergognoso bailamme mediatico", ha la missione di cederle al più presto ma fino a ora molti temono che la vendita avvenga a prezzi di saldo. E timori arrivano anche dai sindacati sulla sorte dei 7mila dipendenti delle 4 banche che hanno chiesto incontri a Renzi e all'Abi, la quale si è detta subito disponibile a un confronto che potrebbe avvenire dopo Natale o Capodanno. Tornando all'arbitrato il decreto che ne definirà compiti e poteri arriverà, come emerso già nei giorni scorsi, a gennaio proprio per mettere a punto un quadro normativo preciso e definire le risorse materiali e umane a disposizione (magari proprio distaccate da Banca d'Italia e Consob).



Sannioportale.it