• SABATO 24 OTTOBRE 2020 - S. Marco solitario

Le aggravanti sentimentali di Pascale

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    (ANSA) - ROMA, 22 APR - ANTONIO PASCALE, ''LE AGGRAVANTI SENTIMENTALI'' (EINAUDI, pp.182 - 18,50 euro). ''La panchina, mentre apparta dal flusso del mondo, crea situazioni e paesaggi, insegna e suscita, orienta il nostro sguardo e modella lo stato d'animo'' spiega Michael Jacob nel suo saggio ''Sulla panchina'' (Einaudi) e il protagonista di questo ultimo romanzo di Antonio Pascale su una panchina si ritira spesso, per guardarsi attorno, aspettare qualcuno o chiaccherare con qualcun'altro. E' dentro le cose e ne è fuori allo stesso tempo in questo diario di un'estate di vita romana di un gruppo di artisti che discutono del proprio lavoro, ricordano, commentano, in ansia per le critiche alle loro opere, ma occupati principalmente da discorsi sulle donne, seduzione, sesso, con un po' di psicanalisi da bar (o da panchina).
    Il protagonista io narrante, cinquantenne con moglie e figli già in vacanza al mare, è uno scrittore, che costruisce, prevede e mette in ordine storie e che scoprirà come la vita sia tutt'altra cosa, tra disordine e imprevisti. Nelle calde notti di luglio si interroga sui sentimenti (quanto li controlliamo e quanto ci controllano), sulla possibilità di essere felici, sulla nostra energia vitale (che secondo un curioso calcolo biofisico sarebbe di 120 watt al giorno), sul famoso cane di Crisippo: legato a un carro ne è trascinato o lo segue? Con lui sono Luigi, un pittore di successo, freddo e spensierato, incapace di resistere al richiamo della femmina cacciandosi in situazioni pericolose, come quella con la fragile Sandra, traumatizzata dall'aver fatto sesso col padre; Giacomo che vorrebbe fare il regista e finisce, per sopravvivere, a consegnare pizze a domicilio; Paola, una produttrice che a 35 anni si sente vecchia, fuori mercato e se la prende coi maschi, con i suoi amici che invece resistono molto più a lungo, insensibili al tragico e al dolore, e alla fine se la prende con se stessa.
    Un racconto tutto costruito su pensieri e dialoghi, vivace e ricco di spunti, capace di passare da un'osservazione banale quotidiana a una riflessione sul pessimismo di De Maistre o sul significato del destino in ''Anna Karenina'', inseguendo gli scompensi che in pochi giorni le sorprese della vita riservano, facendoti barcollare, costringendoti a ripensare e ripensarti.
    ''Sono le aggravanti sentimentali'' quelle di cui parla il libro, che fa seguito a ''Le attenuanti sentimentali'', racconti molto più leggeri sul tema dei sentimenti, e a ''La manutenzione degli affetti'', titoli da cui si capisce cosa interessi a Pascale e su cosa continui a insistere in maniera sempre più sottile e raffinata. Quelle di questo gruppo di amici insoddisfatti, non convinti, sbuffanti, appaiono vite un po' sprecate, che si perdono per strada e tra impegni o pensieri casuali o sbagliati. ''Forse non abbiamo diritto alla felicità.
    meglio l'inquietudine, quel sentimento che in fondo ci fa trovare le soluzioni ai problemi''. Le loro giornate, i loro incontri procedono divagando, come perdendosi da un'altra parte e invece finendo per arricchire il discorso centrale, le loro vite sconclusionate che sono la vera, accidentale storia qui narrata, messa in scena. La scelta letteraria all'apparenza è ad arte autobiografica, proprio per rendere il discorso esistenziale più vero e reale. Accade, solo per citare opere recenti, col romanzo di Franco Cordelli, accade con quello di Valentino Zeichen. Ed è anche per questa verità, che la scrittura, il racconto prende il lettore, lo coinvolge, dalla panchina-romanzo, nell'osservazione della vita che ci circonda, con i suoi minimi e grandi avvenimenti, e dei pensieri che suscita. (ANSA).
   



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