• GIOVEDÌ 3 DICEMBRE 2020 - S. Francesco Saverio

All'asta tesoro Craxi, Bolaffi vende quadri e sculture

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Quando nel 1997 la guardia di finanza la intercettò al porto di Livorno, dove stava per essere imbarcata su una nave per la Tunisia, divenne quasi un caso nazionale. La collezione di oggetti d''arte appartenuta fino a quella data a Bettino Craxi va all''asta dopo una lunga e farraginosa vicenda giudiziaria. Dipinti moderni, stampe, sculture e reperti archeologici, in alcuni casi dono di politici all''ex presidente del Consiglio, in altri acquistati a fiere e mercati dallo stesso Craxi, vero e proprio appassionato collezionista. Sono 113 i lotti che, il prossimo 5 novembre, verranno assegnati al miglior offerente da Bolaffi. La casa d''aste torinese è stata incaricata dal Tribunale di Milano, in seguito alla decisione dei parenti del politico - la moglie Anna e i figli Stefania e Bobo - di rinunciare alla sua eredità. Un ''tesoro'' che, dopo il ritrovamento a Livorno, era stato sequestrato dallo Stato per permettere alla Sovrintendenza di stabilire se potesse essere esportato ad Hammamet, dove il leader socialista morì quindici anni fa. Tra le opere di particolare valore e di interesse artistico - come il bronzo di Fortunato Depero ''Guizzo di pesce'', incisioni di Durer, Rembrandt e Goya, un nutrito corpus di disegni e pastelli di nudi femminili, un olio su tela di Alberto Martini e il ritratto a matita di un pensieroso Pietro Nenni - anche la ''collezione garibaldina''. Sculture, bassorilievi, dipinti, documenti e libri dedicati all''eroe dei due mondi, che Craxi considerava precursore del ''suo'' socialismo e di cui, per questo motivo, era un grande appassionato. "Chiunque voglia risalire alle radici dell''Italia moderna", scriveva infatti l''ex presidente del Consiglio in occasione del centenario della morte di Garibaldi, "non può non incontrarsi con la figura e l''opera di questo grande italiano". Nella raccolta dedicata al condottiero figurano anche opere di valore, come il busto in terracotta di Ettore Ximenes del 1882, il ritratto di Vittore Tasca, ''uno dei Mille'', di Giovanni Carnovali, detto il Piccio (1863) e l''acquerello dell''incontro di Teano di Sebastiano De Albertis, della seconda metà dell''Ottocento. Il prezzo base del lotto è di 70 mila euro, quello complessivo di 150 mila euro, anche se gli esperti gli attribuiscono un valore di gran lunga superiore. Tra gli oggetti all''asta anche oggetti curiosi, come una scatola portaburro con il volto di Garibaldi, la fusione in bronzo della sua mano e le figurine Liebig con gli episodi della spedizione dei Mille.
   



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