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Meteo

Vortice Polare allungato a Ottobre: non significa un Inverno caldo in Europa

ECMWF, in Italia sono previste masse d’aria calda, ma verso il Nord America il Vortice Polare stratosferico si allunga. Ed è previsto anche verso la Siberia.
 

Una deformazione che non passa inosservata

Ormai da settimane il Vortice Polare stratosferico si sta riorganizzando sopra l’Artico. È la grande circolazione di venti occidentali che d’inverno avvolge il Polo Nord a circa 30 chilometri di quota, e la sua forma conta: può trattenere il freddo alle alte latitudini oppure lasciarlo scendere verso sud. La corsa del modello matematico GFS mostra per il 7 ottobre, a 10 hPa, un vortice ben lontano dalla forma circolare. Appare allungato dalla Siberia settentrionale fino al Canada, con il nucleo freddo tra -60°C e -64°C posizionato fra l’Artico canadese e la Groenlandia. Si tratta di una proiezione a oltre undici giorni, da maneggiare con prudenza, con un segnale che merita attenzione.  

Venti stratosferici sotto la media per tutto ottobre

Il dato più interessante arriva dagli Ensemble europei dell’ECMWF, cioè le decine di simulazioni con condizioni iniziali leggermente diverse. Il grafico del vento zonale medio a 10 hPa mostra una frenata nei primi giorni di ottobre, con valori intorno ai 10 metri al secondo contro una media climatologica di circa 13. Segue una breve ripresa verso i 15 metri al secondo. Dopo il 9 ottobre la media degli scenari torna a scendere e si ferma intorno ai 12-13 metri al secondo a metà mese, quando la climatologia ne prevede 17-18. Il vortice polare resta più debole del normale fino a fine mese e solo all’inizio di novembre si riporta vicino ai valori tipici. La dispersione è ampia: alcune simulazioni riportano venti prossimi allo zero, altre un vortice molto robusto. Nessun membro, in ogni caso, disegna un Vortice Polare forte e compatto per tutto ottobre.

Il precedente in Nord America

Un vortice che si allunga spesso, come è successo più volte l’anno scorso, porta in modo molto efficace aria fredda sul Nord America. L’allungamento precoce di settembre ha già provocato gelate fino alla Pennsylvania. Quello previsto per ottobre è più marcato e interessa anche la Siberia, dove il lobo del vortice favorisce un raffreddamento anticipato del continente. Per chi punta su un inverno mite, insomma, questa non è la strada giusta. Il vero campanello d’allarme sarebbe un vortice forte e circolare che accelera con il passare delle settimane: tiene il freddo chiuso sull’Artico e spinge sull’Europa correnti atlantiche miti. Per ora questo schema non si vede.  
ECMWF, in Italia sono previste masse d’aria calda.

Europa e Italia: cosa cambia davvero

Un vortice indebolito e deformato rende la circolazione più meridiana, con onde ampie della corrente a getto e scambi più frequenti fra aria polare e aria subtropicale. Per l’Europa l’esito dipende dall’orientamento dell’asse del vortice. Se punta verso il Canada, come ora, il Vecchio Continente resta spesso ai margini, tra anticicloni e saccature atlantiche. Nel breve periodo l’Italia resta legata ad altre dinamiche, con l’anticiclone che inizia a cedere a ottobre e un Mediterraneo ancora caldo che alimenta le piogge previste per ottobre 2026. Il peso del vortice va valutato sull’intera stagione. Un avvio debole, sommato a un El Niño record, aumenta la probabilità di irruzioni fredde tra Nord e Centro Italia e fino al Sud, ma non le rende certe. Il quadro si è formato a partire dalla nascita del Vortice Polare ad agosto. Queste condizioni iniziali entreranno nella lettura dell’autunno in vista del freddo e in una partita invernale ancora apertissima.   Credit
  • NOAA Climate.gov: Another blast of Arctic air, with a stretched but strong polar vortex
  • NOAA Climate.gov: Understanding the Arctic polar vortex
  • NOAA Climate Prediction Center: Stratosphere monitoring

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