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Meteo

Neve sulle Alpi in ritardo, ma da ottobre cambia tutto

Paesaggio alpino innevato. Credit magnific.com

Un settembre senza neve sulle Alpi

La neve sulle Alpi quest’anno sembra voler cadere davvero molto in ritardo. Spesso l’abbiamo vista sotto i 2000 metri di quota già nel mese di settembre: anzi, la neve sotto questa soglia a settembre è un fenomeno ricorrente e del tutto normale. Questo 2026, però, si vuole proprio timbrare come un mese caldo di un’annata estremamente fuori dalle regole e fuori dalla norma. Insomma, una stagione estiva che si è prolungata anche durante settembre e che non ha lasciato spazio all’arrivo di aria fredda. L’unico fronte freddo è giunto proprio oggi, si potrebbe dire, ma non ha portato precipitazioni sull’arco alpino, per il quale sono spesso necessarie delle perturbazioni provenienti da ovest.  

Dal 5 ottobre la svolta secondo il modello matematico europeo

Osservando i modelli matematici, soprattutto quelli a lungo termine, il punto è sempre lo stesso: si tratta di previsioni da confermare. Potenzialmente ci potrebbe essere un cambiamento a partire dal 5 ottobre, un cambiamento più interessante secondo il modello matematico europeo ECMWF, che vede il transito non tanto di semplici linee di instabilità, come si poteva ipotizzare, ma di vere e proprie perturbazioni provenienti da ovest. Questo avvalora l’idea che ottobre sarà probabilmente piovoso, ma trattandosi di una previsione a lungo termine, e soprattutto di una proiezione su 15 giorni con precipitazioni abbondanti, non possiamo di certo sostenere che ottobre sarà piovoso. Abbiamo solo delle linee di tendenza, e questo significa che è tutto da confermare. È comunque molto interessante che il modello matematico europeo non posizioni un anticiclone come quello che attualmente interessa la Penisola Iberica, dove si sono toccati valori vicini ai 40°C, o la Francia meridionale, con 36°C. Tutto sommato la situazione meteorologica sembra andare verso una sinottica, cioè una configurazione delle correnti, decisamente più autunnale, e lo si vede dal 5 ottobre in poi. Gradualmente giungerà aria sempre più fresca e questo favorirà la caduta di neve sulle Alpi anche sotto i 2000 metri di quota: un fatto estremamente positivo, che porterà peraltro anche delle precipitazioni.
ECMWF – accumuli pioggia sino al 9 ottobre

Friuli e Carnia le aree più piovose

Dalle osservazioni fatte attraverso i vari modelli matematici, le aree più piovose nell’arco di due settimane appaiono le regioni tirreniche e, in parte, la fascia alpina, soprattutto quella lombarda, in misura minore quella del Trentino e in modo particolare quella friulana. Il Friuli sembrerebbe molto piovoso, anche perché usufruisce di un Mare Adriatico ancora caldo: le correnti provenienti dal mare vanno a impattare contro la barriera montuosa e generano abbondanti precipitazioni. Le piogge sarebbero previste piuttosto abbondanti anche in pianura: secondo le stime, nell’arco di due settimane in Friuli potrebbero cadere oltre 100 millimetri, con picchi superiori ai 250 millimetri in Carnia. Ricordo però che la Carnia è un’area estremamente piovosa, per cui 250 millimetri sono solo una stima: da quelle parti potrebbe cadere ben più pioggia, se le perturbazioni dovessero risultare piuttosto intense.  

Il nodo dell’ombra pluviometrica

Si osserva però un aspetto negativo, ovvero l’ombra pluviometrica: l’area sottovento dove le barriere montuose ostacolano il transito delle perturbazioni, o quantomeno delle nubi cariche di precipitazioni. Si intravedono diverse zone d’ombra pluviometrica: una sulla pianura piemontese, che ha bisogno di pioggia, un’altra sulla Liguria occidentale e un’altra ancora in Emilia-Romagna, soprattutto dalla provincia di Modena verso Bologna e la Romagna. Poi soprattutto in Puglia e, con minore interessamento, nelle altre regioni adriatiche del Centro-Sud Italia.  

Sardegna a secco, Corsica favorita dai rilievi

Poca pioggia anche in Sardegna, nonostante il transito delle perturbazioni. Il problema dell’isola è che non ha rilievi particolarmente elevati per trattenere nubi e precipitazioni. In Corsica, infatti, sono previsti accumuli decisamente più abbondanti: la Corsica è estremamente montuosa, con cime che toccano i 2700 metri di quota, tra l’altro abbastanza prossime alla costa, ed è quindi molto più favorita rispetto alla Sardegna. Per approfondire il confronto tra le diverse proiezioni, leggi anche Aeronautica Militare ed ECMWF a confronto fino a ottobre.
Paesaggio alpino innevato. Credit magnific.com
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  • ECMWF
  • ECMWF – Sub-seasonal range forecasts
 
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