Siamo ormai giunti a metà ottobre ed è giusto interrogarsi sull’andamento di una stagione autunnale che, fino a questo momento, ha avuto un solo attore protagonista: l’anticiclone
È vero che le condizioni meteo-climatiche hanno fatto registrare temporanei peggioramenti, ma, come al solito, si contano sulle dita di una mano. L’altro elemento rilevante è quello termico: continuiamo infatti a registrare temperature decisamente superiori alle medie stagionali.
Uno scenario che ha poco a che fare con la stagione autunnale. Questo ci sembra abbastanza evidente, ma finché continueranno a mancare le vere perturbazioni atlantiche, difficilmente si potrà parlare di una vera e propria svolta stagionale. Tra l’altro, osservando le autorevoli proiezioni modellistiche, non emergono segnali in tal senso. Una prospettiva a dir poco scoraggiante.
Su molte regioni d’Italia non è un caso che il tema della siccità stia tornando prepotentemente d’attualità. In diverse zone del Paese, infatti, le piogge mancano ormai da troppo tempo. È bene ricordare che i temporali spesso e volentieri portano precipitazioni abbondanti, ma, considerando l’eccessiva intensità dei fenomeni, possono rivelarsi poco efficaci nel contrastare la siccità: i suoli, infatti, non sono in grado di assorbire quantità così elevate d’acqua in tempi molto brevi.
Le cause che stanno delineando un autunno di questo tipo potrebbero essere diverse. C’è chi sostiene che si tratti dei primi effetti di un El Niño da record, mentre altri ritengono che il cambiamento climatico sia ormai conclamato e che le nostre stagioni abbiano subito trasformazioni profonde e difficilmente reversibili.
Non sta a noi scegliere l’una o l’altra ipotesi. Il nostro ruolo è quello di commentatori del tempo e, pertanto, preferiamo, come sempre, concentrarci sui risultati. E il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Facciamo peraltro fatica a comprendere il negazionismo che ogni tanto prende il sopravvento. Basterebbero infatti i dati registrati per mettere seriamente in discussione certe argomentazioni sul quadro meteo-climatico. Al di là del voler negare o meno l’evidenza, ragionando con la propria testa è abbastanza semplice comprendere che quanto sta succedendo non è affatto consono a ciò che ci aspetteremmo dall’autunno.
Troppe volte abbiamo ricordato quali fossero le caratteristiche delle stagioni autunnali del passato. Parliamo infatti di una stagione che, storicamente, veniva classificata come quella delle piogge, quando l’Oceano Atlantico era ancora in grado di regolare il tempo su gran parte dell’Europa.
C’è inoltre da dire che questa situazione non riguarda soltanto l’Italia o, ampliando il discorso, il bacino del Mediterraneo. È una condizione che accomuna gran parte del Vecchio Continente.
Giusto per rimanere in tema, proprio in questi giorni, in molte aree europee, la presenza dell’Alta Pressione sta causando condizioni meteorologiche tipicamente estive. Se è vero che alle nostre latitudini le temperature sono naturalmente più elevate, è altrettanto vero che anche altri Paesi europei non se la passano affatto meglio.
Tra l’altro, osservando le proiezioni modellistiche, al momento non si intravedono segnali di un cambiamento degno di questo nome. Anche la seconda metà di ottobre rischia di essere dominata dall’Alta Pressione. Le uniche insidie al suo dominio potrebbero arrivare da strutture depressionarie secondarie, la cui traiettoria, come ben sappiamo, è particolarmente difficile da prevedere.
Non ci resta, a questo punto, che attendere l’ultima settimana di ottobre o, magari, addirittura i primi giorni di novembre, per capire se la svolta stagionale potrà effettivamente concretizzarsi e, in caso affermativo, con quali modalità.
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