• GIOVEDÌ 22 APRILE 2021 - S. Giacomo martire

Sanità criminale: le mani delle cosche sull’emergenza

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La pandemia ha acceso l'interesse della malavita organizzata sulla fornitura di mascherine e sanificazioni anti-Covid. In tutt'Italia, infatti, sono in corso oltre tremila procedimenti giudiziari legati al virus.A Sellia Marina, in provincia di Catanzaro, è soprannominato il «Principino». Un mese fa i carabinieri hanno bussato alla sua porta con un mandato d'arresto per un'inchiesta del procuratore Nicola Gratteri nella quale si ipotizza l'associazione di stampo mafioso. L'ultimo imprenditore sponsorizzato dalla criminalità organizzata che è riuscito a fare breccia nel business del Covid-19 si chiama Antonio Gallo. Controlla due società tessili ed era riuscito ad agganciare un giovanissimo dipendente di Invitalia, membro dello staff del commissario per l'emergenza Domenico Arcuri, Natale Errigo.Anche Errigo è finito in carcere (unica misura, secondo il gip che l'ha arrestato, «in grado di recidere i legami con i contesti 'ndranghetisti»), ma per lui l'accusa è di scambio elettorale politico-mafioso. Nonostante una brillante carriera in Invitalia (che l'ha subito sospeso), sostengono i magistrati, Errigo sembra non aver mai tagliato i ponti con la famiglia con cui risulta «imparentato»: «La cosca De Stefano-Tegano di Archi e segnatamente con Francesco Antonio Saraceno condannato in via definitiva» e con altri presunti criminali. Con un titolo da commercialista, sul suo profilo Linkedin fa sapere di essere dal 2013 un business analyst di Invitalia e ...



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