• LUNEDÌ 3 AGOSTO 2020 - S. Pietro vesc. di Anagni

Sandro Luporini: «Io sono un poetastro. Chi ragionava sempre era Gaber»

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Lo scrittore toscano ha scritto per oltre 30 anni tutti i monologhi del cantautore milanese. A 90 anni, continua a guardare il nostro Paese. E osserva: «Il "vaffa" non mi è mai piaciuto». Ma anche: «Non sopporto il concetto retorico dell'"italianità"». E ancora: «Chi mette la parola "Italia" nel nome un partito politico è ridicolo». «Mi piacerebbe fare il guardiano del faro. Starmene lì tutto il giorno davanti alla luce del mare. Un mare tranquillo, però…». Sandro Luporini non si smentisce. A 90 anni, incuriosito, s'immagina un'altra vita, lui che ne ha vissute molte e con molte soddisfazioni. È stato giovanissimo giocatore di pallacanestro in serie A («Nel Cantù»). Poi pittore intenso e originale («Con amici come Giuseppe Biancheri, Mino Ceretti, Bepi Romagnoni, Tino Vaglieri, a Milano ci definirono quelli del Realismo esistenziale. Diversi dal Realismo sociale di Renato Guttuso, che invece era politico, militante. La mia tavolozza era la vita quotidiana»). Fino a quando ha legato per sempre il suo nome a quello di Giorgio Gaber come co-autore del «Teatro Canzone». Dal 1970 al 2003, anno della scomparsa dell'artista, Luporini ha scritto ...



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