• MARTEDÌ 20 APRILE 2021 - S. Agnese da Montepulciano

In Svizzera un referendum su burqa e niqab

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Nella consultazione del 7 marzo la Confederazione elvetica si esprimerà sul «divieto di dissimulare il proprio viso». In ossequio al politicamente corretto, la sinistra si ritrova con chi impone alle donne il velo integrale.Sono tre i temi sui quali gli svizzeri sono chiamati a esprimersi il 7 marzo in una consultazione a livello federale, ma solo uno sta dividendo il Paese oltre i tradizionali schieramenti destra-sinistra. Non stiamo parlando né del referendum per abrogare il Trattato di libero scambio fra la Svizzera e l'Indonesia né di quello sulla legge per l'identificazione elettronica, due provvedimenti approvati dal Parlamento. A far discutere è un'iniziativa popolare per introdurre nella Costituzione federale della Confederazione elvetica «il divieto di dissimulare il proprio viso». Questo il nome ufficiale del referendum propositivo che punta in soldoni a vietare l'uso del burqa e del niqab su tutto il territorio svizzero. La proposta ha messo in luce le contraddizioni di una società occidentale che, in Svizzera come altrove, invoca la tolleranza per costumi o valori che pure fanno a pugni con quelli fondanti della stessa società. Così in molti fra socialisti, ecologisti e femministe si sono schierati contro il progetto, in nome della libertà delle donne di essere coperte da capo a piedi, libertà che peraltro ben poche reclamano. È l'applicazione del politicamente corretto alla religione: un approccio ideologico che ignora come burqa e niqab ...



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