• LUNEDÌ 13 LUGLIO 2020 - S. Enrico imperatore 'Il pio'

E LA CHIAMAVANO ESTATE. FOTOGRAFIA DI UN PAESE CHE NON RIPARTE

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Mai come quest'anno ci mancheranno le vacanze. Problemi economici, ma soprattutto le liti tra governo e Regioni su distanziamento, patentino sanitario e spostamenti rischiano di vanificare il periodo di riposo degli italiani. E sarà il settore trainante del turismo a pagare il prezzo più alto.LA SITUAZIONE TURISMO ALL'ESTERO. Siamo il paese messo peggio.AL LAGO DI COMO SONO SPARITI I VIP (ma tornati gli italiani)Insomma, c'eravamo illusi. Pensavamo che, dopo mesi di forzata reclusione, sarebbero almeno arrivate le agognate vacanze. Niente di memorabile, per carità: tutti distanziati, accorti, impauriti. Invece no. Siamo ancora nel bel mezzo della Fase 2: imprese agonizzanti, scuola alle calende greche e rabbia montante. Il governo continua ad approntare «poderose» quanto inefficaci misure per il rilancio. Decreti, decretoni, decretini. E anche il turismo, viste le scarse premure giallorosse, è allo sbando. Alberghi, spiagge e ristoranti annunciano lo sfacelo. Tour operator e agenti di viaggio riempiono le piazze per protestare contro la solita inerzia. Governatori del Sud approntano draconiane quanto improbabili misure per difendersi dagli untori lombardi. Intanto, gli aspiranti villeggianti fremono. Inutilmente. Osservano i figli pallidi e isterici. Tentano audaci prenotazioni, ma non riescono a bloccare nemmeno un lettino. E si preparano al peggio: prezzi esorbitanti, precetti impossibili e caos assicurato. Come cantava Adriano Celentano: «Cerco l'estate tutto l'anno e, all'improvviso, eccola qua». L'estate ai tempi del coronavirus. L'estate del turista zero.Ombrelloni contingentati. Bagnini in assetto marziale. Ragazzini costretti a comunicare con l'alfabeto Morse. Le confuse e stringenti regole approntate fanno venir voglia di mettere da parte ogni velleità e gonfiare una piscina di plastica in salotto. Mari e monti, addio. Anche perché da Palazzo Chigi si susseguono terrorizzanti fughe di notizie. Come questa, trapelata lo scorso 22 maggio: si potrà uscire dalla propria regione solo per andare in territori con similare indice erre con ti, già erre con zero. Insomma, con un assimilabile numero di infetti. Così, milioni di lombardi si preparano a svernare negli unici luoghi parimenti martoriati: il ridente Molise e la lussureggiante Umbria. E invece, di fronte al montante sgomento, segue rettifica: si potrà andare ovunque, forse. Sempre che i contagi non aumentino, ...



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