• MERCOLEDÌ 22 SETTEMBRE 2021 - S. Maurizio martire

Doors: il vero Jim Morrison

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A cinquant'anni dalla sua morte, il frontman della band resta una figura complessa. Poeta razionale e spirituale, voleva entrare in contatto con il mondo superiore.Lo sciamano faceva da guida, il panico pieno di voluttà evocato attraverso droghe, canti e danze precipita lo sciamano in uno stato di trance. La voce trasfigurata, i movimenti convulsi, si comporta come un ossesso. Gli sciamani mediavano tra l'uomo e il mondo degli spiriti. I loro viaggi mentali sono il momento cruciale della vita religiosa della tribù. La seduta spiritica come mezzo per curare le malattie». Sono parole di Jim Morrison tratte da The Lords e riportate da Philip O'Leno, amico intimo del cantante dei Doors quando entrambi frequentavano la scuola di cinema del celebre ateneo Ucla. A cinquant'anni dalla morte di Morrison, avvenuta a Parigi il 3 luglio 1971, le poche frasi sullo sciamanesimo sono forse quelle che meglio ci fanno capire chi e cosa fosse davvero questo giovane uomo che da solo ha dato vita a una rivoluzione. Ancora adesso, viene mummificato come icona della rivolta. Da un lato è identificato come una sorta di ispiratore del movimento hippie statunitense, simbolo di quello che poi si sarebbe chiamato flower power. Dall'altro, ci viene venduto come un ribelle fine a se stesso. È lo spirito del tempo, dopo tutto. Il ribelle è il feticcio della nostra epoca. Colui che «sfida le convenzioni», sovverte la morale costituita, ha il coraggio di andare «controcorrente». Sono ribelli le rockstar, gli attori, gli scrittori, i poeti. ...



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