• MERCOLEDÌ 3 GIUGNO 2020 - S. Clotilde regina

British American Tobacco investe sul tabacco italiano

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«Specialmente in questo momento di emergenza sanitaria ma anche sociale ed economica, continuare a sostenere la tabacchicoltura italiana e la sussistenza delle famiglie, delle aziende e dei coltivatori che in questa filiera lavorano è un atto dovuto e di responsabilità». Con queste parole, Alessandro Bertolini, vice presidente di British American Tobacco Italia ha annunciato l'acquisto di 4.500 tonnellate dei migliori tabacchi lavorati in Italia, provenienti da Veneto, Toscana, Umbria e Campania. L'investimento di Bat per quest'anno, pari a circa 20 milioni di euro, riguarderà il raccolto 2020 e avrà un impatto positivo su tutta la filiera del tabacco, composta da aziende e famiglie presenti su tutto il territorio nazionale.«Vogliamo che l'Italia continui a essere il nostro partner privilegiato per l'acquisto di tabacco anche nei prossimi anni» ha spiegato Bertolini, avanzando però delle richieste al nostro Governo. «Per proseguire un percorso condiviso di sviluppo e di investimento abbiamo bisogno della collaborazione del Governo e delle Istituzioni per assicurare la sostenibilità del nostro settore. Una sostenibilità che a nostro avviso può basarsi solo su un contesto fiscale fondato su equità, equilibrio e proporzionalità, che rimuova l'asimmetria rappresentata dallo sconto fiscale del 75% di cui beneficiano oggi i prodotti a tabacco riscaldato rispetto a quelli tradizionali». Ad oggi l'Italia è il primo paese produttore di tabacco nell'Unione Europea con una quota pari a circa il 30% e volumi complessivi intorno a 50.000 tonnellate l'anno, ma deve subire la concorrenza di diverse realtà come India, Brasile, Africa australe, dove i costi di produzione e del lavoro sono più bassi e gli standard di qualità del prodotto, con riferimento alla sua tracciabilità, sono inferiori rispetto a quelli italiani. Anche l'Organizzazione di produttori di tabacco Italtab con le sue 350 aziende - che coprono una superficie complessiva di circa 2.000 ettari e producono circa 8.000 tonnellate di tabacco l'anno impiegando circa 10.000 addetti - si unisce alle richieste avanzate da British American Tobacco. «Riteniamo che serva una strategia pluriennale che garantisca la sostenibilità e la redditività dell'intero settore nel lungo periodo» ha affermato il presidente Vincenzo Argo. «Per questo invochiamo l'aiuto delle Istituzioni locali e del Governo e, in particolare, della Ministra delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, a cui chiediamo di adoperarsi per favorire l'intesa tra i produttori e le manifatture multinazionali».Dal 2011 al 2019, British American Tobacco ha investito oltre 170 milioni di euro per l'acquisto di tabacco italiano. Solo negli ultimi cinque anni, nel quadro del piano di investimenti 2015-2019 da un miliardo di euro nel nostro Paese (basato su macchinari industriali, attività di marketing e approvvigionamento di materie prime), Bat ha acquistato tabacchi italiani per un valore complessivo di circa 100 milioni.



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