• VENERDÌ 7 AGOSTO 2020 - S. Gaetano sacerdote

40 anni fa la strage di Bologna e i soccorsi (storia e foto)

ATTENZIONE
Tutto il materiale presente in questo articolo è coperto da Copyright Panorama.it e ne è vietata la riproduzione, anche parziale.


Alle 10:25 del 2 agosto 1980 Bologna subisce l'attentato terroristico più grave dal dopoguerra, che costa la vita a 85 innocenti e segnerà l'esistenza di oltre 200 persone rimaste ferite. I soccorsi, seppure estremamente difficili per l'elevato numero dei coinvolti e per il pericolo rappresentato dal crollo di un'intera ala della stazione furono svolti e coordinati in modo esemplare nonostante i limiti dell'epoca. Due testimonianze raccontano perché la strage di Bologna rappresentò un punto di svolta nel campo delle maxi-emergenze sanitarie.Bologna anno zero. Il dottor Stefano BadialiLa mattina del 2 agosto 1980 in piazza delle Medaglie d'Oro l'aria è afosa. La stazione ferroviaria che si affaccia sul piccolo rondò brulica di passeggeri, ferrovieri, tassisti, facchini. C'è molto movimento: è un periodo in cui molti vanno e altrettanti tornano dalle ferie. Sul primo binario sosta in attesa di ripartire il treno straordinario 13534 Ancona-Basilea, pieno di emigranti che facevano ritorno dalle vacanze passate nei luoghi di origine. All'improvviso alle 10:25 un lampo arancione seguito da un boato cupo e assordante ferma il tempo e la storia di Bologna e di tutta l'Italia, proprio come le due lancette dell'orologio diventate il simbolo della più sanguinosa strage terroristica dal dopoguerra. Il fumo e la polvere ricoprono la stazione come un sudario grigiastro per istanti che paiono interminabili. Gli effetti dell'esplosione di 23 chilogrammi di una miscela micidiale di T4, tritolo e nitroglicerina nascosti in una valigia nella sala d'aspetto di prima classe lasciano sotto le macerie ottantacinque morti. Quando la polvere si posa, la scena è raccapricciante. Non si sono soltanto i morti straziati dalla bomba ma anche più di duecento feriti da soccorrere subito, molti dei quali in gravissime condizioni o intrappolati dalle macerie. L'impresa appare disperata ma i soccorsi si attivano immediatamente e la prima ambulanza è di fronte alla stazione sventrata appena due minuti dopo l'esplosione.Il dottor Stefano Badiali, bolognese, si trova in città quella maledetta mattina. Si è da qualche mese specializzato in anestesia e rianimazione ed è organico all'ospedale Maggiore. Badiali ha inoltre esperienza sulle ambulanze della città di Bologna, dove presta servizio già da nove anni come volontario in Croce Italia, un'associazione di pronto intervento nata nel 1971. E sulle ambulanze lavora anche quando è di servizio al Maggiore, sui mezzi adibiti al trasporto inter-ospedaliero dei pazienti critici. Quando scoppia l'ordigno nella stazione, il medico si trova negli uffici del Comune di Bologna, ...



Sannioportale.it