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Calderón

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"Calderón"
di Pier Paolo Pasolini dal 24 al 28 Febbraio 2016
Teatro Nuovo di Napoli - Via Montecalvario, 16
Napoli (NA) Mercoledì 24 febbraio 2016, Teatro Nuovo di Napoli Calderón di Pier Paolo Pasolini Il regista Francesco Saponaro porta in scena amore, incesto, follia e rivoluzione
ai tempi della Spagna franchista, attraverso le travagliate vicende di Rosaura Il castigliano incrocia il dialetto partenopeo nel Calderón di Pier Paolo Pasolini, in scena al Teatro Nuovo di Napoli da mercoledì 24 febbraio 2016 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 28), con la regia di Francesco Saponaro, prodotto da Teatri Uniti in collaborazione con l''Università della Calabria. In scena Andrea Renzi, Maria Laila Fernandez, Clio Cipolletta, Francesco Maria Cordella, Luigi Bignone e Anna Bonaiuto (che interagisce in video). Le scene sono di Lino Fiorito, i costumi di Ortensia De Francesco, le luci di Cesare Accetta, il suono di Daghi Rondanini. Pasolini iniziò a scrivere Calderòn (e le altre cinque tragedie) in un periodo di riposo forzato, immobilizzato al letto da un''ulcera allo stomaco, e di disorientamento. In lui, il poeta e il romanziere, infatti, nella seconda metà degli anni Sessanta, avevano smarrito i destinatari e tacevano da un po''. Col Calderòn Pasolini si rivolge direttamente all''odiata borghesia, ovvero al pubblico che solitamente frequentava i teatri, con un piglio volutamente e orgogliosamente politico e polemico, riferendosi ad avvenimenti di stretta attualità in quegli anni. Amore, incesto, follia e rivoluzione ai tempi della Spagna franchista, vengono narrati attraverso le travagliate vicende di Rosaura, che si risveglia, dimentica di sé stessa, in differenti condizioni sociali, da cui, inesorabilmente, è impossibile evadere. Il dramma di Pasolini, idealmente ispirato a La vida es sueño di Pedro Calderón de la Barca, ambienta l''azione in Spagna, ai tempi del franchismo, in tre contesti sociali diversi, aristocratico, proletario, medioborghese, mettendo in scena il tema dell''impossibilità di evadere dall''universo costrittivo della propria condizione sociale. "La grande forza intellettuale di Pasolini - così il regista Francesco Saponaro - è quella di avere riferimenti altissimi ed essere, allo stesso tempo, uno spirito innamorato della vitalità, anche plebea, della sua forza pulsionale. Lavorare sul Calderón è una sfida, innanzitutto per la complessità del testo di Pasolini, il primo scritto per il teatro. Un dramma pervaso dal rapporto feroce tra individuo e potere, dal dubbio e dallo smarrimento, in una costante alternanza fra realtà e allucinazione". A fare da sfondo alla vicenda è il capolavoro Las Meninas di Velázquez, dipinto prepotente e ambiguo, che rimanda al profondo rapporto dell''autore con le arti figurative. "Con Calderón, Pasolini ci propone un copione sovversivo - continua il regista Saponaro - perché accompagna le regole del teatro convenzionale borghese, che negli anni ''60 andava per la maggiore, con un intreccio e una complessità linguistica che attraversano molteplici fenomeni, chiaramente derivati dalla sua esperienza intellettuale". Calderón di Pier Paolo Pasolini
Napoli, Teatro Nuovo - da mercoledì 24 a domenica 28 febbraio 2016
Inizio delle rappresentazioni ore 21.00 (feriali), ore 18.30 (domenica) Info e prenotazioni al numero 0814976267 email [email protected] Da mercoledì 24 a domenica 28 febbraio 2016
Napoli, Teatro Nuovo Teatri Uniti
in collaborazione con Università della Calabria
presenta Calderón
di Pier Paolo Pasolini
regia Francesco Saponaro
scene Lino Fiorito, costumi Ortensia De Francesco
luci Cesare Accetta, suono Daghi Rondanini
con
Maria Laila Fernandez, Rosaura
Clio Cipolletta, Stella, Suora, Carmen, Agostina
Andrea Renzi , Sigismondo, Basilio
Francesco Maria Cordella, Manuel, Prete
Luigi Bignone, Pablo, Enrique
e la partecipazione filmata di
Anna Bonaiuto, Doña Lupe, Doña Astrea
direzione tecnica Lello Becchimanzi
videoproiezioni Mauro Penna
assistenti alla regia Giovanni Merano, Luca Taiuti
assistente ai costumi Francesca Apostolico
sarta Anna Russo
foto di scena Laura Micciarelli durata della rappresentazione 105'' circa, senza intervallo Dopo la felice esperienza del 2014 con Dolore sotto chiave di Eduardo De Filippo, per la regia di Francesco Saponaro, l''allestimento di Calderón di Pier Paolo Pasolini è frutto di un nuovo progetto di residenza creativa al quale ha partecipato attivamente un gruppo di studenti dell''Università della Calabria, partner ormai consolidato dell''attività di Teatri Uniti, dai tempi del primo laboratorio drammaturgico condotto nel 2007, ancora da Saponaro per la creazione di Chiòve di Pau Mirò, nella traduzione napoletana di Enrico Ianniello, fino alla realizzazione al Teatro Unical della versione filmata diretta da Massimiliano Pacifico di Toni Servillo legge Napoli, recentemente trasmessa da Rai5. Nota del regista La grande forza intellettuale di Pasolini è quella di avere riferimenti altissimi ed essere, allo stesso tempo, uno spirito innamorato della vitalità, anche plebea, della sua forza pulsionale. Lavorare sul Calderón è una sfida, innanzitutto per la complessità del testo di Pasolini, il primo scritto per il teatro. Un dramma pervaso dal rapporto feroce tra individuo e potere, dal dubbio e dallo smarrimento, in una costante alternanza fra realtà e allucinazione". Con Calderón, Pasolini ci propone un copione sovversivo - continua il regista Saponaro - perché accompagna le regole del teatro convenzionale borghese, che negli anni ''60 andava per la maggiore, con un intreccio e una complessità linguistica che attraversano molteplici fenomeni, chiaramente derivati dalla sua esperienza intellettuale. Dalla pittura alla psicoanalisi (il sogno come "viaggio persecutorio" che trasporta Rosaura, dapprima ricca aristocratica, poi prostituta, infine piccolo borghese, tra identità e contesti sociali diversi), il racconto diventa qui un processo complicato e labirintico. È questa trasversalità dei linguaggi - che continua ad attraversare il mio lavoro con Teatri Uniti - ad affascinarmi, perché porta a fare i conti con i riferimenti espressivi di cui è carica l''intera poetica di Pasolini e a spingere la messa in scena sul versante del dialogo tra cinema e teatro, a partire dalla scelta degli interpreti. Francesco Saponaro Francesco Saponaro (Napoli 1970) regista, drammaturgo e film-maker. Si è formato artisticamente diplomandosi nel 1994 all''Accademia d''Arte Drammatica della Calabria diretta da Alvaro Piccardi e Luciano Lucignani ha seguito - tra gli altri - seminari condotti da Francis Pardehlain (Odin Teatret), Kristina Mahzur e Wanda Sczuca (Accademia Nazionale Polacca), Alejandra Manini, Erhard Stiefel (Théâtre Du Soleil), Pierre Byland e l''atelier di regia diretto da Eimuntas Nekrosius. Nel 1997 si diploma al Master per Organizzatori, Amministratori e Direttori di Teatro dell''Ente Teatrale Italiano. Nel 1995 fonda e co-dirige la compagnia Rossotiziano lavorando alla reinvenzione dei classici e alla messa in scena di biografie di artisti visivi e uomini di scienza. Collabora con la compagnia Teatri Uniti ed è stato regista assistente di Toni Servillo. Ha realizzato spettacoli di successo in Italia e all''estero con una spiccata attenzione agli allestimenti in spazi non convenzionali integrando differenti linguaggi espressivi a partire dai testi di grandi autori tra cui: Eschilo, Pino Pascali, Giacomo Puccini, Thomas Bernhard, Vaclav Havel, Luigi Pirandello, Anton ?echov, Samuel Beckett, Franz Kafka, Eduardo De Filippo, Raffaele La Capria, Enzo Moscato, Giuseppe Patroni Griffi e Pau Mirò di cui ha diretto la versione italiana e spagnola del pluripremiato Chiòve. Ha firmato regie di lirica per il Teatro di San Carlo di Napoli e per l''Opera Nazionale di Danimarca. Per il Centro Dramatico Nacional di Madrid ha messo in scena la fortunata edizione di Yo, el heredero (Io, l''erede) di Eduardo De Filippo. Si è occupato di progetti di formazione per la Civica Scuola d''Arte drammatica ''Paolo Grassi'' di Milano e per il Teatro San Ferdinando di Napoli. Ha fatto parte del Comitato Artistico del Teatro Stabile di Napoli. ttualmente è nel CdA della Fondazione Eduardo De Filippo. É autore di diversi documentari tra cui Come un eroe del Novecento sulla messa in scena di Tartufo di Molière diretta da Toni Servillo, per Rai-Cinema (La luce dei crociati, Il canto del Bosforo) e, in occasione del trentennale della scomparsa di Eduardo De Filippo, ha scritto e diretto il documentario Eduardo, la vita che continua prodotto da Rai-Cinema e Digital Studio in collaborazione con Teatri Uniti e per la Fondazione De Filippo il mediometraggio Eduardo e i burattini.



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