• SABATO 11 LUGLIO 2020 - S. Benedetto abate

Recovery Fund, strada in salita: Olanda e Austria già frenano

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La Commissione europea ha fatto la sua proposta, ora palla alla politica per una partita che si annuncia già tutta in salita. “Qualcosa che è iniziato come un virus invisibileè diventato una crisi economica gigantesca, mai vista prima. Nessun Paese può superarla da solo”. Con queste parole, nella tarda mattinata di ieri, la Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen ha alzato il velo su  “Next Generation Eu”, il piano straordinario che mobilita la cifra monstre di 750 miliardi di euro di cui 500 a fondo perduto e 250 miliardi di prestiti. All’Italia andrebbero complessivamente 172,7 miliardi, di cui circa 81 di aiuti a fondo perduto e 91 di prestiti. Una somma che rappresenta la quota più alta destinata a un singolo Paese.   Soddisfazione espressa dal Premier Conte che, subito dopo l’annuncio di Ursula von der Leyen, ha parlato di una proposta che “va proprio nella direzione indicata dall’Italia. Siamo stati descritti come visionari perché ci abbiamo creduto dall’inizio. I 500 miliardi a fondo perduto e i 250 di prestiti sono una cifra adeguata. Anche per il Ministro dell’Economia Gualtieri la proposta della Commissione Ue è” all’altezza della sfida e della necessità di sostenere il rilancio dell’economia con strumenti e risorse comuni. È un passo avanti storico, ora lavoriamo per adottarla rapidamente”.   Tutto risolto? Ovviamente no. Adesso che Palazzo Berlaymont ha messo le carte sul tavolo, inizia, infatti, la “partita tecnica” sul piano politico con il rischio concreto che il meccanismo possa incepparsi.  Servirà, infatti, l’unanimità dei 27 e il semaforo verde del Parlamento europeo (decisamente più facile a dirsi che a farsi). I RIGORISTI GIA’ FRENANO – In  quest’ottica, non fa ben sperare la non incoraggiante frenata dell’Olanda, parte del gruppo dei cosiddetti “Paesi frugali” che si è subito “sfilata” segnalando come le posizioni sono ancora lontane per un dossier che “richiede l’unanimità”. La pensa così anche l’Austria del giovane premier Sebastian Kurz secondo il quale  la proposta della Commissione Ue è un “punto di partenza”. La Merkel, intanto, ha fissato un obiettivo: l’autunno prossimo, “in modo che possa entrare in vigore entro il primo gennaio 2021“. La partita sarà lunga e delicata. Peccato che gli aiuti servano subito.



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