• SABATO 8 AGOSTO 2020 - S. Domenico di Guzman

Presidenziali Usa 2020, Biden allunga nei sondaggi: Trump ai titoli di coda?

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Cattive notizie dai sondaggi elettorali stando ai quali Joe Biden è in vantaggio sul presidente Donald Trump, L’ex vice-presidente dell’era Obama batterebbe di 15 punti il suo rivale, guadagnando il 52% contro il 37% del presidente uscente. Lo rende noto l’ultima rilevazione della Quinnipiac University che aggiunge la soddisfazione dell’elettorato in merito alle ultime scelte del presidente: per il 62% degli intervistati il tycoon non sta gestendo bene l’emergenza sanitaria causata dal coronavirus e il 61% si è dichiarato sfavorevole alla modalità con cui ha deciso di riaprire le scuole. Insomma, per il Tycoon le cose si mettono decisamente male. Le prospettive di rielezione del Presidente sono in netto calo in scia allo scoppio della pandemia di coronavirus negli Stati Uniti. Se, infatti, nello scenario pre -Covid  (con l’economia statunitense in una fase particolarmente felice ma anche un tasso di disoccupazione ai minimi storici) la sua vittoria era data quasi per certa dalla maggioranza degli analisti, adesso per il Tycoon la riconferma alla Casa Bianca è un obiettivo tutt’altro che alla portata. Sempre più alta intanto l’asticella della tensione con Pechino.  Proprio nelle scorse ore, il Presidente Trump ha messo fine allo status economico speciale di Hong Kong, accusando la Cina di “azioni oppressive” verso l’ex colonia britannica, e citando in particolare la legge sulla sicurezza nazionale voluta da Pechino. Una mossa che non è affatto piaciuta. Non si è fatta attendere la replica del ministero degli Esteri di Pechino che in una nota sottolinea che la questione di Hong Kong è un affare interno della Cina e che nessun Paese straniero ha il diritto di interferire. “I tentativi americani di ostacolare la legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong non avranno mai successo”. ASSE USA-GB CONTRO PECHINO – Un quadro piuttosto complicato nel quale si è inserito negli ultimi giorni un altro tassello, ossia la decisione della Gran Bretagna di escludere il colosso cinese Huawei dallo sviluppo del 5G sul suo territorio. La decisione è “ovviamente il risultato di pesanti pressioni da Washington” e la Cina dovrà mettere in campo una rappresaglia “pubblica” e “dolorosa”, scrive il Global Times,  tabloid pubblicato dal Quotidiano del Popolo, organo di stampa ufficiale del Partito Comunista Cinese. “E’ necessario che la Cina contrattacchi alla Gran Bretagna, altrimenti non saremmo troppo facili da bullizzare? La rappresaglia dovrebbe essere pubblica e dolorosa per il Regno Unito”, si legge nell’editoriale precisando però che “non è necessario trasformarla in uno scontro tra Cina e Gran Bretagna”.



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