• MARTEDÌ 20 APRILE 2021 - S. Agnese da Montepulciano

Partite IVA, in arrivo aiuti a fondo perduto: beneficiati e soglie fatturato

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La prossima settimana potrebbe essere dato il via libera al Decreto Sostegno, primo provvedimento economico del Governo Draghi, che introduce un regime di aiuti “a fondo perduto” per partite Iva e imprese, con dei massimali ed a scaloni di fatturato. Vediamo le novità: Aiuti non per tutti I contributi a fondo perduto per circa 2,7 milioni di possessori di una partita Iva, siano essi imprese o ditte individuali, non saranno per tutti, ma solo per coloro che hanno un fatturato fino a 5 milioni di euro ed hanno registrato una perdita di fatturato sino al 33%. Una soglia che ha destato molte critiche da parte delle associazioni datoriali di vari settori. I contributi sono compresi fra un minimo di 1.000 ed un massimo di 150mila euro. L’ammontare sarà calcolato in base ad una percentuale della differenza fra il fatturato incassato a gennaio-febbraio 2021 e quello di gennaio-febbraio 2019 (il parametro non è stato effettuato con il 2020 perché già distorto dagli effetti della pandemia). Sono previsti tre scaglioni in relazione al periodo d’imposta 2019: sarà rimborsato il 20% alle imprese con ricavi non superiori a 400mila euro, il 15% a quelle con ricavi fino a 1 milione ed il 10% per un fatturato fino a 5 milioni. La sanatoria fiscale E’ prevista anche una sanatoria fiscale a favore delle imprese che abbiano riportato un calo del 33% del fatturato. In particolare il beneficio consiste nell’abbattimento delle sanzioni e degli interessi relativi alle comunicazioni di irregolarità sulle dichiarazioni relative ai periodi di imposta 2017 e 2018. In caso di adesione, è previsto il versamento secondo le ordinarie modalità di riscossione delle somme dovute in seguito a controlli automatici. Il sostegno alla filiera della neve Arrivano aiuti anche per la filiera della neve, non solo impianti sciistici, maestri e scuole di sci, ma anche alberghi ristoranti e tutte le attività connesse al business del turismo invernale. Un sostegno in qualche modo dovuto, dato lo stop imposto dalle norme anti-Covid a tutte le attività in questione. Per queste attività sono previste risorse per 600 milioni di euro, che saranno ripartite dalla conferenza Stato-Regioni ed andranno ad aggiungersi agli aiuti “a fondo perduto” previsti per le impresecon fatturato fino a 5 milioni di euro. Associazioni sul piede di guerra Aspre critiche al primo decreto contenente gli aiuti sono state mosse dalle associazioni datoriali, in particolare da quelle della moda e dal settore degli albergatori. L’obiezione principale riguarda la soglia dei 5 milioni di fatturato, che molte imprese di questi settori superano. Federmoda fa notare che al settore “serve un sostegno immediato, reale, congruo e proporzionato alle effettive perdite”, che la soglia minima del 33% del fatturato non garantisce “perché i prodotti di moda seguono le tendenze delle stagioni stilistiche e quindi sono soggetti a rapidissima svalutazione”. L’associazione propone invece “un contributo sulle eccedenze di magazzino, sotto forma di credito d’imposta del 30% delle rimanenze” ed un “abbattimento del costo dei canoni di locazione”. Critici anche gli albergatori ed il settore dell’ospitalità. Secondo Confindustria Alberghi il decreto Sostegno rischia di tagliare fuori oltre il 50% degli alberghi italiani. Un settore che ha sentito pesantemente l’impatto dell’emergenza sanitaria – si fa notare – e che è fermo da circa un anno, con un aumento del rischio di fallimento per moltissime imprese. Si chiedono quindi risarcimenti basati sulle effettive perdite di fatturato sull’intero anno 2020 parametrato al 2019. Si fa sentire anche il settore degli eventi, un settore che ha registrato un “calo verticale” dei ricavi fino al 95%. Secondo Assoeventi, l’associazione di Confindustria dei settori events, luxury e wedding, il  decreto Sostegno sembrerebbe contenere parametri per il settore matrimoni perfino più penalizzanti dei precedenti decreti Ristori, specialmente perché parametra i contributi ai mesi di gennaio-febbraio, mesi a “bassa stagionalità” per questo settore.



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