• MARTEDÌ 11 MAGGIO 2021 - S. Fabio martire

Pa, 150mila assunzioni l’anno e stretta sullo smart working. Il piano di Brunetta

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Per ripristinare il turn over nella pubblica amministrazione ci vogliono 150.000 assunzioni l’anno. Il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta è tornato sul tema del ricambio generazionale degli statali e sulla necessità di assumere “almeno 150 mila giovani l’anno per ripristinare un minimo di turn over serio qualitativo e quantitativo”. Brunetta ha poi ribadito la necessità di cambiare le regole del reclutamento dei concorsi e ha annunciato la revisione della normativa sullo smart working negli uffici pubblici, in direzione di una maggiore flessibilità organizzativa, e avendo come obiettivo la riorganizzazione della Pubblica Amministrazione in modo che diventi “un grande catalizzatore della ripresa, del Recovery”.

Pa, servono 150mila assunzioni l’anno

Il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta è tornato sul tema del ricambio generazionale degli statali e sulla necessità di assumere “almeno 150 mila giovani l’anno per ripristinare un minimo di turn over serio qualitativo e quantitativo”. L’immissione di giovani preparati è legata ai nuovi concorsi, più snelli, senza carta e penna, digitali.
“Sto cambiando le regole gioco del reclutamento dei dipendenti pubblici, le regole dei concorsi, perché altrimenti non si può fare il ricambio generazionale, lo sviluppo del turn over, migliorare gli skills e non si possono avere i volti della Repubblica in grado di interpretare la modernità. E’ una cosa complicatissima, facile a dirsi e difficile a farsi” ha detto il ministro.

Pa, riforma dei concorsi pubblici

“Il nostro Paese ha svilito, desertificato il proprio capitale umano pubblico. Questa è l’Italia di oggi. Abbiamo una grande occasione con il Recovery, con i 200 miliardi che l’Europa ci dà per ripartire con gli investimenti pubblici e privati e per reinvestire nel capitale umano. Sto cambiando le regole del gioco del reclutamento dei dipendenti pubblici. Se non cambi le regole del reclutamento non si può fare ricambio generazionale”.
“Chi avrà letto i social negli ultimi giorni avrà visto che c’è stata un’ondata di reazioni impaurite rispetto alle parole che sto dicendo, di giovani impauriti capitanati dai loro cattivi maestri” ha lasciato intendere il ministro rispetto alle critiche espresse in merito al nuovo concorso ‘fast track’, messo in piedi da Brunetta con il ministro per la Coesione Mara Carfagna per l’assunzione di 2.800 tecnici al Sud, in quanto secondo anche alcuni esponenti politici, esponenti della maggioranza, la valutazione di titoli e, facoltativamente, anche delle esperienze professionali per l’ammissione alle successive fasi del concorso affievolirebbe il criterio meritocratico.

Pa, stretta sullo smart working

La Pubblica amministrazione utilizzerà lo smart working “solo se migliorerà l’efficienza del lavoro e la soddisfazione del cliente sennò si tornerà sul posto di lavoro”, ha detto ancora Brunetta, facendo l’esempio di una conferenza dei servizi che si può fare in teleconferenza in modo efficiente e con soddisfazione.
Imprese e famiglie hanno dovuto fare i conti (e continuano a farli) con uffici pubblici che hanno ridotto drasticamente la già non eccelsa efficienza. A far capire agli stessi dipendenti pubblici che con la formula attuale di “lavoro da casa” non si potrà andare avanti, è lo stesso ministro della Pubblica amministrazione. “Ho dovuto vedere in giro sportelli – spiega Renato Brunetta – con su scritto: ’Chiuso per smart working’. Una cosa inaccettabile“. “Chi mi ha preceduto in questo ministero – ha spiegato, riferendosi a Fabiana Dadone, (M5S), adesso ministro delle Politiche Giovanili – ha stabilito quote di utilizzo per lo smart working nella pubblica amministrazione ma è quanto di peggio si possa fare perché l’uso dello smart working va visto sulla base dell’efficienza e della produttività per i miei clienti, è senza senso dare una percentuale”. “Lo smart working nella Pa è stato meglio di niente” durante l’emergenza, ha aggiunto Brunetta, ribadendo che andrà inserito e regolato nei nuovi contratti, ma tenendo conto di tre condizioni: che migliori l’organizzazione del lavoro, e la soddisfazione dei dipendenti e degli utenti.

Pa verso la semplificazione

Il rinnovamento della Pa passa anche dalla semplificazione. E Brunetta, insieme ad altri ministri sta “preparando un decreto legge di semplificazione a 360 gradi, che dovrebbe essere approvato entro questo mese, di accompagnamento al Pnrr” del Recovery Plan, ha annunciato, perché la Pa “che non deve avere blocchi e quindi il canale di attraversamento deve essere il più semplice possibile”. “Sarà un diario di bordo per i prossimi sei anni, non solo per salvare ma anche per cambiare l’Italia”.



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