• SABATO 8 AGOSTO 2020 - S. Domenico di Guzman

I soldi del Recovery Fund alle donne: la proposta da Destra a Sinistra

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Una proposta che ha un consenso trasversale, investire le risorse che arriveranno dall’Europa per sostenere le donne, la categoria che più ha pagato la crisi del coronavirus in termini di occupazione. Da destra a sinistra, dalla Leu a Forza Italia, le rappresentati politiche sono d’accordo: utilizzare i soldi del Recovery Fund per incentivare l’occupazione femminile.

I soldi del Recovery Fund alle donne: la proposta

In prima linea su questo fronte non poteva non esserci la ministra delle Pari opportunità. Elena Bonetti, ministra di Italia Viva, legge i dati dell’Istat che raccontano di un Italia dove a giugno 80 mila donne hanno perso il lavoro mentre 30 mila uomini hanno trovato un’occupazione e dice: “Le donne stanno pagando un presso altissimo per la crisi da Covid-19 un prezzo altissimo per la crisi da Covid-19. Serve uno strumento shock come la decontribuzione del lavoro femminile”.

I soldi del Recovery Fund alle donne: il fronte della Carafanga

Prendendo spunto da questi dati la vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, Mara Carfagna propone l’idea di creare un fronte comune oltre le parti politiche, che veda parlamentari e sindacaliste, esperte e imprenditrici. Un’idea che prevede che “una parte significativa delle risorse messe a disposizione dall’Europa con il Recovery Fund siano dedicate ad una rivoluzione del welfare, oltre che a incentivi per l’occupazione femminile.” “La task force di Colao per rilanciare il Paese – ha sottolineato la vicepresidente – aveva indicato tre pilastri, uno era proprio l’occupazione femminile. Perché non si tratta qui di parità di genere, la verità è che senza le donne non si esce dalla crisi, più donne occupate più cresce il Pil”. La ministra Bonetti ha fatto proprio l’invito, al quale hanno aderito hanno aderito parlamentari di diverse formazioni politiche: Rosella Muroni, deputata Leu che invita ad usare i fondi anche per il green e la sua compagna di partito Maria Cecilia Guerra, sottosegretario al Ministero dell’Economia. Da Laura Boldrini a Chiara Gribaudo del Pd che pensa di proporre una legge per la parità salariale. Mentre Isa Maggi, degli Stati generali delle donne, chiede un piano integrato per l’occupazione femminile.

I dati su lavoro femminile: le donne prime a pagare la crisi

Già a gennaio 2020, ai tempi prima dell’arrivo del Covis-19 , secondo i dati Istat, il tasso di occupazione femminile in Italia era pari a circa il 50% nella classe di età tra i 15 e i 64 anni. Lavorava solo una donna su due, dati che, anche se storicamente più alti di sempre, collocano l’Italia penultima in Europa davanti alla Grecia e quart’ultimi tra i Paesi Ocse per occupazione femminile. La situazione è destinata a peggiorare per le chiusure durante l’emergenza coronavirus e la crisi economica che ne deriva: senza sostegno alle famiglie che non potevano affidare i propri figli ai nidi e a scuola, né ai nonni in isolamento, le prime a farsi carico della responsabilità sono state le donne con conseguenze inevitabili sul proprio lavoro.



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