• DOMENICA 17 OTTOBRE 2021 - S. Ignazio d'Antiochia

Gas Intensive: urgenti interventi per ridurre i costi energetici dell’industria

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(Teleborsa) – Oltre cento aziende manifatturiere dei diversi settori che aderiscono a Gas Intensive (ceramica, carta, fonderie, metalli ferrosi e non, vetro, calce e gesso) si riuniranno mercoledì 22 settembre per analizzare gli scenari del mercato del gas, in previsione di un inverno particolarmente difficile da affrontare. Gas Intensive e le sue aziende hanno deciso di lanciare alla politica un messaggio chiaro e netto: il tema del costo del gas per gli utilizzatori industriali è diventato fondamentale e strategico per il nostro Paese, perché collegato alla competitività delle aziende ed attualmente i settori manifatturieri cosiddetti “hard to abate” non hanno alternative sostenibili all’utilizzo di questa fonte energetica. “La portata dell’incremento del costo dell’energia registrato nelle ultime settimane è tale da compromettere la marginalità delle nostre imprese – si legge in una nota –. Sono quindi necessarie ed opportune le riflessioni in corso nel Governo per l’individuazione delle misure di contenimento dei costi per le famiglie, ma tralasciare interventi a favore delle imprese può portare danni sociali ancora maggiori: la necessità di interrompere le produzioni con ricorso alla cassa integrazione fino al rischio di minare l’equilibrio economico di alcune realtà aziendali con conseguenti rischi per l’occupazione. Molte aziende, ad esempio, sono impegnate in questi giorni nel rinnovo dei contratti di fornitura gas in scadenza e si trovano ad affrontare insostenibili incrementi del costo dell’energia, fattore di produzione fondamentale soprattutto per l’industria con processi termici. Situazioni di questo tipo ledono la competitività della nostra industria”. Le quotazioni raggiunte dai prodotti energetici rappresentano quindi un enorme elemento di preoccupazione per le imprese, in particolare per quelle ad elevata intensità energetica, che in gran parte operano su mercati mondiali, esportando il nostro ‘made in Italy‘. “Questo aumento – si spiega nel comunicato – è dovuto a molteplici fattori. Accanto alle dinamiche legate alla crescita della domanda, all’accaparramento del GNL da parte dell’Asia, all’incidenza dei costi impazziti delle quote di CO2, ai fattori speculativi, vi sono anche dinamiche geopolitiche che spingono verso l’alto i prezzi dell’energia. Le contrapposizioni sul Nord Stream II e le tensioni UE-Russia sull’Ucraina fanno parte di queste”. Per l’associazione, gli interventi del Premier Draghi e del Ministro Giorgetti, che hanno indicato la necessità di affrontare il tema dei costi energetici in sede comunitaria, vanno nella giusta direzione: “L’Europa deve agire ‘come Unione anche sull’acquisto del gas’ ed assumere un ruolo negli equilibri geopolitici orientati al ‘controllo dell’offerta delle materie prime essenziali per il futuro’ che determina le tensioni sui mercati energetici”. “La disponibilità di energie a costi sostenibili è essenziale per sostenere la ripresa post-pandemica delle economie di tutti i Paesi, in particolare dell’Italia. Nella definizione delle politiche europee non si può prescindere dall’individuazione del gas naturale, il miglior combustibile tra quelli oggi realmente disponibili, come ‘combustibile della transizione energetica‘ verso il nuovo mondo decarbonizzato che tutti siamo impegnati a costruire. È essenziale che in questo percorso che durerà anni i cittadini e le imprese europee possano disporre ancora di gas nelle quantità necessarie e a condizioni economicamente sostenibili, fino a quando non saranno disponibili nuove tecnologie e vettori energetici maggiormente decarbonizzati. L’assenza di soluzioni alternative, con un costo del gas così elevato, può infatti stimolare paradossalmente l’uso di combustibili più inquinanti ma meno costosi”, è prosegue la nota. Le aziende del consorzio Gas Intensive ritengono, inoltre, che in tale contesto non sia più rinviabile l’uscita del decreto gasivori, cosiddetto 39 gas, finalizzato al contenimento degli oneri sul gas, che altri Paesi non hanno, così come l’adeguamento dei costi associati alla prestazione del servizio di interrompibilità gas, fondamentale per superare un inverno difficile e non aggiungere ulteriori rischi e costi per la sicurezza delle forniture di gas per il nostro Paese. “Si tratta di misure indispensabili ed attese da tempo ma che potrebbero non essere sufficienti per sostenere la competitività delle nostre imprese con gli attuali scenari di prezzo”, concludono.



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