• LUNEDÌ 1 GIUGNO 2020 - S. Fortunato martire

Fase 2, la partenza è a rilento: fiducia crollata e negozi in perdita

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Che la ripartenza non sarebbe stata affatto semplice è una cosa risaputa. Difficilmente, però, qualcuno poteva immaginare che lo sarebbe stata fino a tal punto. Stando alla fotografia scattata da SWG per Confesercenti, la gran parte degli esercizi commerciali che ha riaperto i battenti lo scorso 18 maggio è in perdita. E, cosa ancora peggiore, non si sa quando le cose potranno migliorare. La “colpa”, se così si può dire vista la situazione che stiamo vivendo, è dei consumatori italiani. Moltissimi, infatti, non hanno ancora messo piede all’interno di una delle attività tornate a funzionare dopo oltre due mesi di chiusura. Come già visto dall’analisi del report di Boston Consulting, prima che gli italiani tornino ad acquistare in negozi fisici senza alcun timore dovranno passare tra i 4 e i 6 mesi di tempo. Insomma, per il ritorno alla normalità potrebbe essere necessario aspettare fino all’inizio del 2021.

Fase 2, ripresa balbettante: il 68% di chi ha aperto è in perdita

In base ai dati diffusi da SWG, il 72% delle attività commerciali del nostro Paese è tornata ad aprire dopo la quarantena. Un dato elevato, probabilmente superiore ad alcune delle stime fatte nei giorni e nelle settimane passate. Le notizie positive, però, finiscono qui: il 68% di chi ha aperto ammette di essere in perdita, mentre per il 37% le vendite sono più che dimezzate rispetto alla fase pre-pandemica. Inoltre, solamente il 29% dei consumatori intervistati ha ammesso di aver messo piede in un negozio o in una qualunque attività commerciale.

Fase 2: qual è la situazione a una settimana dall’apertura

Come ci si poteva aspettare, ad accusare maggiormente il colpo sono tutte le attività legate al settore della ristorazione. Il 92% dei proprietari di ristoranti, trattorie e pub (e l’83% dei gestori dei bar) ritiene insoddisfacenti o molto insoddisfacenti i risultati dei primi giorni d’apertura. Situazione completamente differente, invece, per barbieri, parrucchieri e centri estetici: dopo 3 mesi senza tagliarsi capelli, gli italiani sembrano essersi riversati in massa in saloni di bellezza o “barber shop”. L’81% dei parrucchieri si è così detto soddisfatto o molto soddisfatto, mentre i gestori dei centri di bellezza questa percentuale è del 62%.

Crisi Coronavirus: quando si tornerà alla normalità

Provare a prevedere un ritorno alla normalità è piuttosto complicato. Complice la crisi sanitaria e quella economica, il senso di fiducia dei consumatori italiani è letteralmente crollato. Oltre il 50% degli intervistati da SWG ammette di non aver comprato nulla perché non ne ha bisogno; il 24% non vuole esporsi a rischi; il 14%, infine, preferisce risparmiare prevedendo tempi più bui.



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