• GIOVEDÌ 17 GIUGNO 2021 - S. Ranieri confessore

Enel avanti con investimenti su decarbonizzazione. Energia a zero emissioni al 66%

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(Teleborsa) – Enel ha confermato la guidance 2021 delineata nel Piano strategico 2021-2023, che prevede un Ebitda ordinario di 18,7-19,3 miliardi di euro ed un utile netto ordinario di 5,4-5,6 miliardi di euro. Nel primo trimestre, Enel ha mostrato “una significativa resilienza grazie ad un modello di business integrato lungo la catena del valore, una struttura finanziaria solida ed un elevato livello di digitalizzazione”. “La pandemia – si sottolinea – ha rappresentato anche, a livello globale e particolarmente in Europa, un’occasione di riprogrammazione delle attività economiche in ottica green e una spinta agli investimenti nella transizione ecologica e in digitalizzazione”. In linea con gli obiettivi del Piano Strategico 2021-2023, il Gruppo prevede nel 2021 l’accelerazione degli investimenti in rinnovabili nell’ambito della politica di decarbonizzazione adottata, la crescita degli investimenti finalizzati al miglioramento della qualità, della resilienza e della digitalizzazione delle reti di distribuzione e l’incremento degli investimenti dedicati all’elettrificazione dei consumi e alla massimizzazione del valore per il cliente finale, sostenuto anche dalla creazione di piattaforme globali di business. Dalle slide di presentazione dei risultati, emerge che la produzione di energia a zero emissioni ha raggiunto il 64,3% della generazione totale del Gruppo Enel se si considera solo la produzione da capacità consolidata, mentre è pari al 66% includendo anche la generazione da capacità gestita. L’obiettivo a lungo termine del Gruppo Enel resta la “decarbonizzazione del mix” entro il 2050. Nel corso della conference call con gli analisti, il Cfo Alberto De Paoli ha quantificato il capital gain derivante dalla vendita della partecipazione del 50% in Open Fiber in 1,7 miliardi, superiore a quanto già incluso nelle assunzioni del gruppo. Il manager, precisando che non vede fattori che possano mettere a rischio la cessione, ha confermato che l’operazione si dovrebbe chiudersi nel 3° trimestre. A proposito dell’eventuale aumento dell in Ufinet International, operatore wholesale nella fibra in America Latina, di cui già detiene una quota, De Paoli ha confermato che si tratta di “buona società”, ma il Gruppo considera questa partecipazione “non core” e quindi non pensa di salire oltre il 50%.



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