• DOMENICA 7 MARZO 2021 - S. Teofilo vescovo

Cosa può succedere allo spread con il rischio elezioni

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Dopo aver raggiunto i minimi da 5 anni, venerdì 8 gennaio era a quota 105, con lo scoppio della crisi di governo lo Spread ha invertito la sua tendenza.  Venerdì ha chiuso a 124 punti, anche a causa del giudizio di Moody’s: l’agenzia di rating ha espresso dubbi su un utilizzo efficace e tempestivo delle risorse europee in caso di una prolungata crisi politica. Ma cosa può succedere allo spread nelle prossime settimane? La prospettiva di tornare al voto è sicuramente la più preoccupante per l’andamento dei mercati. Secondo un recente report della banca svizzera UBS, in caso di elezioni anticipate lo spread potrebbe tornare verso quota 200 punti base e un eventuale aumento degli acquisti da parte della BCE non basterebbe a fermare la salita. Le prospettive di un nuovo governo guidato da Conte con maggioranza diversa o la nomina di un nuovo primo ministro sostenuto da una coalizione più ampia, sono invece scenari ritenuti positivi per il mercato, secondo Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di UBS Wealth Management in Italia. “Le elezioni anticipate creerebbero molta più incertezza, ma sembrerebbero molto meno probabili poiché la maggior parte dei partiti politici suggerisce di volerle evitare”, ha scritto Ramenghi in una nota. Un segnale che i mercati temono gli sviluppi della crisi di governo italiana è però il fatto che i rendimenti dei titoli di stato italiani abbiano superato quelli greci. Il BTP a 10 anni italiano registra un rendimento dello 0,75% contro lo 0,67% del bond greco, di fatto diventando nell’ultima settimana il fanalino di coda nell’Eurozona per quanto riguarda la rischiosità del debito pubblico. Gli analisti non si aspettano però improvvisi e significativi peggioramenti: “i titoli di Stato italiani saranno probabilmente più volatili fino a quando non emergerà un percorso chiaro per risolvere la crisi politica. Tuttavia, riteniamo improbabili una prolungata instabilità e elezioni anticipate, e quindi rimaniamo costruttivi sui titoli di Stato italiani”, ha commentato Ramenghi. A tenere relativamente basso lo spread per il momento, contribuisce il massiccio programma di acquisto di titoli di stato della BCE. “Il supporto dell’Istituto di Francoforte potrebbe essere una delle motivazioni alla base della buona tenuta della carta italiana vista negli ultimi giorni, nonostante la situazione politica incerta”, hanno sottolineato gli strategist di MPS Capital Services. Soltanto qualche giorno fa Amundi prevedeva che lo spread di rendimento BTP/BUND a 10 anni rimarrà nell’intervallo da 100 a 125 punti base durante la crisi politica, e “qualsiasi debolezza è un’opportunità” di acquisto”, ma già nei prossimi giorni quota 125 potrebbe essere superata.



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