• DOMENICA 9 MAGGIO 2021 - S. Pacomio abate

Caos Alitalia, braccio di ferro Roma-Bruxelles

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Si complica (sempre di più) il già complesso affaire Alitalia in scia alle tensioni tra Roma e Bruxelles. La Commissione Ue ha fatto sapere che il governo italiano può fare le proposte che più ritiene opportune su Alitalia e. soprattutto, che non c’è alcun paletto, ma spetta all’esecutivo mettere sul tavolo un eventuale piano B. Per Bruxelles resta chiave il concetto della discontinuità economica. Tradotto: il clima tra le parti è tutto fuorchè disteso. Come riporta l’ANSA, fonti vicine al dossier sottolineano infatti che l’Italia ha dato ogni volta risposte puntuali alle oltre 200 domande dei funzionari europei con 35 documenti e 10 call. Totale disponibilità quindi verso l’Unione europea, ribadiscono le stesse fonti, ma le domande – affermano – sono spesso ripetitive e a volte poco pertinenti con il risultato di un’enorme quantità di tempo sprecato in una situazione sempre più grave. “Tutto quello che è possibile, sarà fatto – ha detto nel corso del question time il Ministro Giancarlo Giorgetti – e se non si arriverà ad un compromesso ragionevole in termini di prospettive industriali di sostenibilità, il Governo non lo accetterà”. Per il decollo di Ita “è importante partire col piede giusto con un piano industriale per crescere, non per mantenere i livelli di partenza”, fa sapere il ministro delle infrastrutture e mobilità sostenibili, Enrico Giovannini a Restart su Rai2 – secondo quanto riporta una nota della trasmissione – Sulla possibilità di partire anche senza l’ok di Bruxelles, Giovannini ha frenato: “sarebbe una scelta di ultima spiaggia. Come ha detto il ministro Giorgetti nell’incontro con i sindacati, noi analizziamo il piano a e il piano b, ma crediamo che sia possibile arrivare a questo accordo in tempi brevi”. L’ALLARME DEI SINDACATI – Nei giorni scorsi, intanto, è arrivato l’allarme dei Sindacati. “Le risorse finanziarie di Alitalia in amministrazione straordinaria sono ormai di fatto esaurite con rischio concreto di grounding della compagnia entro poche settimane. In assenza di nuovi e concreti sostegni la compagnia non sarà in grado di proseguire le sue attività industriali e di erogare le retribuzioni, criticità già emersa con gli emolumenti di marzo”. E’ quanto affermano Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo in una memoria presentata in audizione alle Commissioni riunite Trasporti e Attività produttive della Camera nella quale sottolineano che “le conseguenze di uno stop aziendale sarebbero drammatiche sia sul piano industriale che su quello sociale con effetti imprevedibili“. I segretari nazionali Fabrizio Cuscito (Filt Cgil), Monica Mascia (Fit Cisl), Ivan Viglietti (Uiltrasporti) e Francesco Alfonsi (Ugl Ta) definiscono “inaccettabili, inadeguate alla sostenibilità industriale di un vettore di bandiera degno di questo nome, vessatorie e discriminatorie nei confronti del nostro Paese e dei lavoratori” le condizioni poste dalla Ue per l’approvazione dell’operazione Ita. Sottolineano inoltre come il protrarsi della negoziazione stiano “impedendo la partenza di ITA e contribuendo a generare l’emergenza di Alitalia in a.s.”. Gli elementi indicati come “fondanti” per garantire un futuro sostenibile alla Newco sono: “la presenza contestuale nel perimetro aziendale dei rami aviation, maintenance ed handling con passaggio a trattativa diretta e maggioranza azionaria di ITA, flotta di partenza di circa 100 aeromobili con successiva crescita della stessa, brand Alitalia e mantenimento sostanziale degli Slot”. I sindacati rinnovano inoltre la richiesta di un tavolo di confronto, “indispensabile ed urgente”, per affrontare la crisi di Alitalia e le altre crisi del settore e procedere a una riforma del trasporto aereo.    



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