• LUNEDÌ 13 LUGLIO 2020 - S. Enrico imperatore 'Il pio'

Bonus baby sitter o congedo parentale: i due aiuti non sono compatibili

ATTENZIONE
Tutto il materiale presente in questo articolo è coperto da Copyright Quifinanza.it e ne è vietata la riproduzione, anche parziale.


Il bonus baby sitter e il congedo parentale straordinario rischiano di essere una beffa per tanti potenziali beneficiari: le due misure non sono compatibili e non si possono nemmeno intrecciare. Come spiega Repubblica, chi ha già chiesto in marzo o aprile il congedo parentale di 15 giorni, al 50% dello stipendio, dal 1 giugno potrà chiedere altri 15 giorni di permesso, sempre con lo stipendio dimezzato. Ma non potrà sostituirli con i 600 euro del bonus baby sitter da spendere anche nei centri estivi. E viceversa. Meno problemi per chi non ha ancora chiesto né il congedo né il bonus baby sitter. Può fare richiesta di 30 giorni anche non consecutivi (prendendo metà stipendio) oppure 1.200 euro da spendere per baby sitter o per i centri estivi (che salgono a 2.000 euro per operatori sanitari e forze dell’ordine). Per intrecciare bonus baby sitter e congedo parentale, l’Inps ha chiesto un parere al ministero del Lavoro e attende una risposta per pubblicare una circolare esplicativa. Il fatto che le due misure non si parlino e non si possano interscambiare è un problema: il congedo parentale non è una soluzione che le famiglie scelgono a cuor leggero, dato che dimezza lo stipendio del lavoratore. Quindi ora che la fase acuta dell’emergenza è quasi ovunque alle spalle, molti genitori preferirebbero poter usare il bonus baby sitter, visto che ora è più agevole trovarne una a disposizione, e tornare a lavorare.
Non solo: il voucher baby sitter potrà essere speso anche per i centri estivi. Ma se un genitore ha chiesto i primi 15 giorni di congedo ed è costretto, se ne ha ancora bisogno, a rinnovarli anziché chiedere i 600 euro, non potrà usare il bonus per i centri estivi. La deputata Pd Chiara Gribaudo ha rivolto sul punto un’interrogazione al ministro del Lavoro Nunzia Catalfo. “Abbiamo chiesto alla ministra Bonetti come intenda modificare i congedi parentali e i bonus baby sitter in modo da renderli fruibili da tutte e da tutti – aggiunge – Il governo conosce la difficilissima situazione in cui si trovano le donne italiane in questa emergenza da coronavirus. Tante, troppe, madri lavoratrici hanno dovuto sacrificare la propria professione per dedicarsi esclusivamente al lavoro di cura, perdendo il proprio sostegno economico. In molte sono state sottoposte a forti carichi di stress, dovendosi sobbarcare sia il lavoro in smart working che quello di cura. Ancora oggi, in questa fase 2, scuole e servizi chiusi significano donne che possono scegliere solo di restare a casa, mentre i congedi parentali continuano ad essere macchinosi e diseguali tra le diverse categorie, ad esempio tra dipendenti pubblici e privati, tra chi è in cassa integrazione e chi no, tra le partite Iva. Serve maggiore attenzione e esemplificazione”.



Sannioportale.it