• GIOVEDÌ 24 SETTEMBRE 2020 - S. Pacifico da S. Severino

Autostrade, colpo di scena: Atlantia interrompe la trattativa con Cdp

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All’indomani dell’inaugurazione del nuovo Ponte San Giorgio di Genova si interrompe la trattativa per il passaggio di Autostrade per l’Italia nelle mani di Cassa depositi e prestiti, la controllata del ministero dell’Economia.

Colpo di scena Aspi, Atlantia interrompe la trattativa con Cdp: le dichiatazioni

Il Consiglio di amministrazione di Atlantia ha dichiarato di aver rilevato “concrete difficoltà nel proseguimento positivo delle trattative con Cdp” per il passaggio di Autostrade per l’Italia sotto il controllo dell’ente. Complicazioni emerse, fanno sapere da Atlantia, “non solo nella determinazione di un valore di mercato di Aspi, ma anche per effetto di richieste avanzate da parte di Cdp su ulteriori impegni al di fuori di quanto rappresentato nella lettera del 14 luglio“, la lettera predisposta in base agli accordi trovati con il governo. La holding dei Benetton scrive così nella nota sui risultati del gruppo nel primo semestre, facendo presagire che l’accordo con il governo potrebbe non concretizzarsi. “Pur considerando le nuove proposte formulate nel mese di luglio 2020 da Autostrade per l’Italia e Atlantia e la disponibilità manifestata anche da parte del governo di voler giungere ad accordo permangono significative incertezze principalmente riconducibili ai contenuti, alle modalità e ai tempi di attuazione per addivenire alla conclusione degli accordi”. La soluzione proposta dal governo prevedeva un ingresso di Cassa depositi e prestiti nel capitale di Aspi grazie ad un aumento di capitale che avrebbe portato a diluire le quote di Atlantia dall’attuale 88% ad un 12%.

Colpo di scena Aspi, Atlantia interrompe la trattativa: le alternative di vendita

Il nodo cruciale su cui si sarebbe inceppato il dialogo sarebbe la valorizzazione di Aspi, su cui evidentemente la holding e Cdp fanno valutazioni diverse. Per questo motivo Atlantia annuncia di pensare di vendere a soggetti diversi rispetto alla controllata dello Stato. Pur “restando ferma la volontà” si legge nella dichiarazione del cda di Atlantia “di dare corso a quanto delineato nella lettera del 14 luglio 2020, il cda ha ritenuto di dover individuare – con spirito di buona fede – anche soluzioni alternative idonee comunque a giungere ad una separazione tra la società ed Autostrade per l’Italia, che diano certezza al mercato, sia in termini di tempi che di trasparenza, nonché della irrinunciabile tutela dei diritti di tutti gli investitori e stakeholders coinvolti“. Nel prosieguo della nota il consiglio la holding svela nel dettaglio il suo piano alternativo: “In particolare – spiega ancora Atlantia -, il consiglio di amministrazione ha deliberato la possibilità di procedere: alla vendita tramite un processo competitivo internazionale – gestito da advisor indipendenti – dell’intera quota dell’88% detenuta in Autostrade per l’Italia, al quale potrà partecipare Cdp congiuntamente ad altri investitori istituzionali di suo gradimento, come già ipotizzato nella lettera”. Ma ci sarebbe un’altra possibilità presa in considerazione, cioè una “scissione parziale e proporzionale di una quota fino all’88% di Autostrade per l’Italia mediante creazione di un veicolo beneficiario da quotare in borsa, creando quindi una public company contendibile”. Le due operazioni “potranno essere condotte da Atlantia in parallelo, fino ad un certo punto”, spiega infine Atlantia. A questo scopo per il 3 settembre sarà convocato un cda straordinario nel quale sarà votato il progetto di scissione della quota di Autostrade in una nuova società.



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