• GIOVEDÌ 16 LUGLIO 2020 - B. Vergine del Carmelo

ANAC: stop al Codice degli appalti sino al 31 dicembre

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Per molti, il cosiddetto “Modello Genova” doveva diventare quello di riferimento per la velocizzazione della realizzazione delle opere pubbliche nel nostro Paese. La costruzione del nuovo ponte che ha sostituito il “Ponte Morandi” crollato il 14 agosto 2018 ha richiesto meno di un anno, con l’ultima campata posizionata in piena emergenza Coronavirus. Un iter particolarmente veloce che, come hanno fatto notare in molti, non ha rispettato le norme del “Codice degli Appalti” e che ha consentito di progettare, appaltare e realizzare un’opera da centinaia di milioni di euro in un tempo infinitesimale (almeno per le tempistiche cui siamo abituati in Italia). Un iter che la stessa Autorità Nazionale Anticorruzione vorrebbe replicare, quanto meno fino al 31 dicembre di quest’anno. Certo, magari non sarà la stessa procedura seguita a Genova, ma l’Autorità diretta da Cantone vorrebbe snellire le procedure burocratiche per una lunga lista di lavori.

ANAC, stop al “Codice degli appalti”: i settori interessati

In una lettera inviata a Palazzo Chigi. l’Autorità Anticorruzione sottolinea come, visto il periodo di crisi, sia possibile ricorrere motivatamente alle procedure di urgenza ed emergenza già consentite dal Codice degli appalti. Per farlo, sarebbe necessario un intervento legislativo, che consenta alle amministrazioni locali di far ricorso alla norma già presente nel Codice fino al 31 dicembre 2020. Ovviamente, non tutti gli appalti pubblici potrebbero usufruire di questo trattamento di favore. Secondo l’Autorità anticorruzione, l’iter “ridotto” potrebbe essere applicato ai lavori di manutenzione, ristrutturazione, costruzione di ospedali e scuole, interventi sulla rete viaria, approvvigionamenti nel settore sanitario, informatico e dei trasporti. Questo consentirebbe al Paese di dotarsi di strutture o prodotti necessari nel minor tempo possibile e di ridare slancio all’economia grazie a un nuovo piano di lavori pubblici e grandi opere.

Favorire la digitalizzazione degli appalti

Nella stessa missiva, il Presidente Cantone invita a spingere sulla completa digitalizzazione degli appalti. A oggi, infatti, ancora un terzo delle gare della Pubblica Amministrazione si svolgono in modalità cartacea. Un passaggio al digitale, oltre ad accorciare le tempistiche per l’assegnazione degli appalti, garantirà diversi vantaggi sul fronte della trasparenza. “Maggior controllo, tutela della concorrenza, garanzia dell’inviolabilità e della segretezza delle offerte, tracciabilità delle operazioni di gara e un continuo monitoraggio dell’appalto, riducendo – si legge nella missiva – peraltro al minimo gli errori operativi, con una significativa diminuzione del contenzioso. Sarebbe inoltre possibile ottenere consistenti risparmi in termini di tempi e costi (le commissioni di gara potrebbero lavorare a distanza, eliminando la necessità delle sedute pubbliche o limitandone il numero) e si darebbe attuazione al principio dell’invio unico dei dati, espressamente previsto dal Codice”.



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