• MARTEDÌ 13 APRILE 2021 - S. Ermenegildo martire

Tari, 28 milioni "evasi" dalle istituzioni, comprese banche e Agenzia Entrate

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Li chiamano grandi evasori della tariffa dei rifiuti, nella lista ci sono decine di banche e assicurazioni. Già questo sarebbe anomalo. Ma se si scopre che nell'elenco di chi non paga ci sono anche Agenzia delle Entrate, Ministeri, Presidenza del Consiglio, Sovrintendenze allora la storia diventa ancora più paradossale. La lista delle utenze non domestiche non in regola con il versamento della Tari è del 30 aprile. Alcuni esempi: il Ministero dell'Interno non ha pagato 3.459.000 di euro, quello delle Infrastrutture quasi 2,2 milioni, la presidenza del Consiglio 616 mila, il Tribunale amministrativo regionale del Lazio 244 mila. E poi c'è l'Agenzia delle Entrate: stando alla lista a cui hanno avuto accesso i consiglieri comunali del Nuovo centrodestra, perfino qui emerge un'evasione della Tariffa dei rifiuti pari a 416 mila euro. Il totale vale quasi 29 milioni di euro, anche se l'Ama in un calcolo più complessivo di tutti gli evasori extralarge arriva a parlare di 100 milioni di euro. L'INTERROGAZIONE Su questo centinaio di grandi evasori ha presentato un'interrogazione parlamentare il senatore di Ncd, Andrea Augello, che ha scritto: «Emerge l'incredibile cifra di 28.660.301 milioni di euro non pagati da tutti i ministeri, dal dipartimento della Pubblica Sicurezza, dal Comando generale dei Carabinieri, dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio, dall'Archivio di Stato, dalla Camera dei Deputati e persino dall'Agenzia delle Entrate, che ha oltre 418.000 euro di arretrati; il problema non è nuovo ed è già emerso alcuni anni fa, senza che le varie amministrazioni vi abbiano posto rimedio». Nel gruppone che non versa la Tari all'Ama c'è di tutto, come sottolinea lo stesso Augello nell'interrogazione: «È davvero singolare, per le famiglie romane, che pagano puntualmente la Tari e sono inseguite dalle cartelle dell'agenzia delle entrate con penali e interessi aggiuntivi per ogni minimo ritardo, scoprire che la Presidenza del Consiglio sia morosa complessivamente per quasi 2 milioni di euro, il Ministero dell'Economia per 709.000, il Ministero della Giustizia per circa 700.000, sommando le sue diverse direzioni».



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