• DOMENICA 27 SETTEMBRE 2020 - S. Vincenzo de' Paoli

Dalle sanzioni al catasto, ecco come cambierà il fisco

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L'appuntamento, già rinviato varie volte, è fissato a martedì: tra due giorni il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare sei decreti legislativi, in attuazione della legge delega di riforma del fisco. L'indicazione è arrivata direttamente dal presidente del Consiglio, dopo qualche giorno di incertezza sulla tempistica dell'intera operazione. Il governo pare dunque aver scelto la via del rispetto dei tempi già fissati, anche se la confluenza in Parlamento di tanti provvedimenti complessi potrebbe creare qualche problema rispetto alla scadenza di fine settembre, quando i decreti dovranno essere pronti per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, dopo il parere (non vincolante) della commissione parlamentare e il secondo passaggio in Consiglio dei ministri. LUNGO PERCORSO I testi, che Renzi ha definito «pronti», riguardano il regime delle sanzioni (penali e amministrative), il catasto, il settore dei giochi, la semplificazione del contenzioso, il reddito d'impresa e la quantificazione dell'evasione fiscale. I primi due sono quelli politicamente e tecnicamente più rilevanti, ma anche il terzo, relativo ai giochi, è stato al centro di un braccio di ferro che ne ha ritardato finora l'approvazione. La stessa versione finale non trova il sostegno delle imprese del settore, perché resta per Regioni ed enti locali la facoltà di mettere al bando macchinette e sale giochi, con un danno economico che secondo gli interessati tocca i sette miliardi. È prevedibile quindi un'ondata di ricorsi. In ogni caso con la riunione di dopodomani il lungo cammino della delega inizierebbe ad avvicinarsi al traguardo. Il governo ha già dato il via libera a sei decreti (semplificazione fiscale e dichiarazione precompilata, commissioni per la riforma del catasto, riassetto delle accise, abuso del diritto, fatturazione elettronica, internazionalizzazione delle imprese): i primi tre sono già diventati legge avendo ottenuto il via libera definitivo. Rispetto al disegno originario della delega resterebbero fuori alcuni temi, tra cui il principale è la riforma della riscossione.



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