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Economia

Festival nazionale economia civile, Mario Mantovani: "Democrazia energetica passa anche dall'Amazzonia"

(Adnkronos) - “Democrazia energetica” al centro del programma pomeridiano della terza giornata di lavori al Festival Nazionale dell’Economia Civile di Firenze, giunto all’ottava edizione. Durante il panel è stata presentata la ricerca sull'impatto delle Comunità Energetiche Rinnovabili, collegata al think tank sulle CERIS con l'Osservatorio Nazionale sulla Nuova Economia Sociale e Civile (https://onesc.nexteconomia.org). La ricerca ha mappato 351 CER, comprese CER Solidali e a Impatto Sociale: “Si sviluppano soprattutto dove esistono reti associative e istituzionali forti. I modelli più efficaci sono partecipativi e multistakeholder. Producono risparmio energetico, contrasto alla povertà, investimenti locali e capitale sociale. Restano però poco conosciute: l’indice NESC sulla conoscenza è appena 0,32/1, il valore più basso. Si propone di riconoscere le CER come soggetti economici, con accesso alle risorse, trasparenza e accountability”. Mario Mantovani (ambientalista e Presidente della Fundação Florestal do Estado de São Paulo), ha portato il suo contributo sul tema di democrazia energetica portando l’esempio dell’Amazzonia: “Dove vivono circa 20 milioni di persone: tra i 2 e i 4 milioni risiedono nelle città principali, mentre tutte le altre vivono nella foresta. Anche queste comunità devono poter accedere all'energia: è una questione di democrazia. L’obiettivo dell’associazione che rappresento è quello di portare in questi luoghi pannelli solari, connessione internet e altri strumenti indispensabili per favorire l'integrazione delle popolazioni locali. L'obiettivo è anche aiutare le comunità a valorizzare le proprie attività estrattive e di raccolta dei prodotti della foresta, come le noci del Brasile o le materie prime destinate, per esempio, alla produzione di cosmetici. Cerchiamo di sostenere le persone in ogni fase di questo processo, affinché non siano sfruttate da chi acquista i loro prodotti al prezzo più basso. Vogliamo che conoscano il valore di mercato internazionale delle loro merci, che sappiano quanto valgono e che possano ottenere le certificazioni necessarie per valorizzarle. Si tratta di costruire un'intera filiera economica capace di favorire lo sviluppo”. A commentare il lavoro, Nicola Armaroli (dirigente di ricerca CNR e divulgatore): “Il 90% delle tecnologie che servono per la transizione le abbiamo già. Aspettare sempre la tecnologia che ci salverà, la fusione o la CCS, è un modo per continuare a ritardare una transizione che possiamo già fare. In Italia ci sono 300 GW di richieste di allacciamento presso Terna solo per le rinnovabili, a fronte di una potenza di picco tra i 45 e i 50 GW: se ne realizzassimo un decimo sarebbe già un successo. Il problema è principalmente culturale: vogliamo fare la transizione elettrica, ma ci mancano banalmente gli elettricisti”.
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