• LUNEDÌ 24 GENNAIO 2022 - S. Feliciano vescovo

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L’arte dell’eredità del pensiero: dall’Ajax di Reynolds alle “carezze” di Antony

La politica dell’Ajax segue una linea nata negli anni 40 e che ha permesso di dominare in Europa: ora è il tempo di Ten Hag “Juego para la gente che sabe de Futbol” – è una frase di Benzema di facile comprensione, ma che può essere allargata al mondo Ajax e alla crescita del talento, tra tutti Antony. Una tradizione che parte dagli anni 30, in cui la macchina olandese incominciò a monopolizzare i campionati nazionali e a dare vita alla propria identità. Ancora oggi i biancorossi seguono la stessa politica nata negli anni della Guerra: partorire qualità, far divertire, essere un esempio, saper vendere e di nuovo costruire. Il vero pioniere del calcio totale era un inglese con l’Olanda nel cuore Il calcio con il passare degli anni ha seguito una linea evolutiva, diventando sempre più veloce e ritmico. L’Ajax ha seguito questa crescita con un comune denominatore: rispettare il pallone. Per fare bene il proprio lavoro bisogna conoscere i mezzi che si usano, non avere paura di maneggiarli. Il calcio degli olandesi è entrato nella storia proprio perché era “pensato”, non istintivo, vedeva già al futuro. Il “calcio totale” dei giorni nostri ma sviluppato negli anni 40. Vincevano prima di entrare in campo. Il Deus ex machina della storia porta il nome di Jack Reynolds, ingiustamente poco conosciuto. Le grandi vittorie dell’Ajax di Rinus Michels e Johan Cruyff si devono alle conoscenze del “vecchio saggio”. Il primo allenatore a mettere da parte il semplice obiettivo di fare gol e a ragionare prima di tutto sulle possibilità ...
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