• MARTEDÌ 27 OTTOBRE 2020 - S. Frumenzio vescovo

Perché Trump ha fatto più di Obama per gli afroamericani

ATTENZIONE
Tutto il materiale presente in questo articolo è coperto da Copyright Liberoquotidiano.it e ne è vietata la riproduzione, anche parziale.


Sistemico razzismo in America? E' cio' che pensa e sostiene la sinistra americana, dai Democratici pro Biden e pro Alexandra Ocasio Cortez ai loro violenti alleati di strada di Black Lives Matter e Antifa, in permanente mobilitazione contro la polizia. Ma, allora, perche' milioni di africani fanno ogni anno domanda per vincere la green card ed immigrare nel paese governato da Donald Trump? Il presidente aveva espresso l'anno scorso l'intenzione di abolire la lotteria, puntando ad una riforma della immigrazione regolare basata sui meriti delle persone che intendono immigrare negli USA, non sul caso. Ma il programma vive ancora, ed e' utilizzato largamente.  Come fanno gli investitori in borsa, dove il motto e' che quando uno vende una certa azione sta “votando con i piedi”, ossia sta uscendo per una sua scelta di convenienza dall'azionariato di quella societa', cosi' si comportano gli esseri umani che cambiano il paese d'origine in uno nuovo, di elezione. Evidentemente, ci vogliono entrare attratti dalle migliori condizioni di vita, di lavoro, di liberta'. E l'America e' in cima alle preferenze. I numeri valgono piu' dei sermoni, e dimostrano che proprio gli emigranti neri fanno la fila, a legioni, per lasciare l'Africa e diventare americani. “Il 4 settembre il Dipartimento di Stato ha pubblicato le statistiche sulla lotteria della carta verde, un buon indicatore per la domanda di visto degli Stati Uniti perché chiunque abbia un diploma di scuola superiore o un'esperienza lavorativa specializzata può presentare domanda”, ha scritto il giornalista ed ex diplomatico Dave Seminara sul Wall Street Journal (24 settembre). “Per l'anno fiscale 2020, il numero di candidati provenienti da 47 nazioni dell'Africa sub-sahariana ammissibili alla lotteria è stato di 9,2 milioni, rispetto ai soli 2,8 milioni dell'anno fiscale 2011”. In generale, tra il 2010 e il 2016, una media di 14,9 milioni di cittadini stranieri si erano iscritti alla lotteria annuale. E dal 2017 al 2020, la cifra media e' stata di 21,9 milioni all'anno.  Non tutti i cittadini dei paesi stranieri hanno sempre il permesso di fare richiesta di “carta verde” attraverso la fortuna, perche' il programma e' concepito per equilibrare i flussi tenendo conto della attuale percentuale di presenza delle diverse nazionalita' nel “melting pot”. Quindi ogni anno il governo stabilisce da quali nazioni si puo' partecipare al concorso e per il prossimo, relativo al 2022, la lista di chi potra' fare richiesta esclude i nativi di Bangladesh, Brasile, Canada, Cina, Colombia, Repubblica Dominicana, El Salvador, Haiti, India, Giamaica, Messico, Nigeria, Pakistan, Peru', Filippine, Sud Korea, Gran Bretagna, Vietnam. Si tratta di circa un decimo di tutte le nazioni sulla Terra, e in Africa e' esclusa la sola Nigeria. “Chiaramente la maggior parte degli aspiranti immigrati africani non condivide la tesi della sinistra secondo cui l'America è un paese razzista”, commenta Seminara. “Perché dovrebbero? Secondo la maggior parte delle misure, gli immigrati africani hanno successo. Pew Research riporta che gli immigrati africani hanno più probabilità degli americani complessivamente di avere una laurea e un recente studio dell'Università del Kansas rivela che il loro tasso di partecipazione alla forza lavoro è del 73%, 10 punti superiore a quello della popolazione complessiva. Secondo alcune misure, i nigeriani sono il gruppo di immigrati di maggior successo nel paese. Il cinquantanove per cento ha una laurea, più del doppio della popolazione nel suo complesso; e nel 2018 il loro reddito familiare medio era di quasi 7.000 dollari in più rispetto alla media. Se la sinistra credesse davvero che l'America è un luogo ostile e pericoloso per i non bianchi, perche' non avverte i potenziali immigrati dall'Africa e da altri paesi che sarebbe meglio non venire?” ironizza Seminara.  La verita' e' che non solo gli USA non sono una societa' sistematicamente razzista, ma che Trump, bistrattato come xenofobo, e' il presidente che ha fatto, a favore della comunita' afro-americana, sicuramente molto di piu' di Barack Obama. Dalla riforma giudiziario-carceraria alla minor disoccupazione di sempre. Dalla riduzione della povertà alla promozione delle Zone di Opportunità economiche. E gli afro-americani di oggi se ne sono accorti. Nel 2016, Trump aveva avuto l'8% del voto dei neri, ma “nel novembre 2019, un sondaggio dell'Emerson College dava a Trump un rating di approvazione tra i neri del 34,5%, bissato da una rilevazione della Rasmussen (34%)”, ho scritto nel capitolo 8 - Il razzista che piace sempre piu' ai neri - del mio libro “Il Guerriero Solitario- Trump e la Mission Impossible” (Mind Edizioni), da fine agosto nelle librerie e in versione digitale su amazon.it. “Un sondaggio Harvard caps/Harris di febbraio 2020 ha rilevato che il rating favorevole tra i neri è al 22%, e una stessa percentuale ha registrato Zogby Analytics, che ha scoperto consensi crescenti anche tra le altre minoranze: per Trump sarebbero il 36% degli ispanici e il 38% degli asiatici”. 



Macrolibrarsi
Sannioportale.it