• SABATO 8 AGOSTO 2020 - S. Domenico di Guzman

Milan da urlo, Juve suicida: rossoneri sotto di due reti, vincono 4-2

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Harakiri Juve, il Milan ringrazia. In vantaggio per 2-0 a San Siro e virtualmente a +10 sulla Lazio in classifica, la squadra di Sarri si addormenta incredibilmente e subisce quattro gol nell'arco di venti minuti che di fatto lasciano ancora aperti i giochi Scudetto. I bianconeri restano a +7 sulla Lazio a sette giornata dalla fine, ma sabato prossimo saranno attesi da un durissimo confronto in casa contro l'Atalanta. I biancocelesti di Inzaghi, invece, ospiteranno all'Olimpico il Sassuolo. Non bastano alla Juve il primo gol in Serie A di Rabiot e il numero 730 in carriera di Ronaldo, il 30esimo della stagione di cui 26 in campionato. Malissimo in difesa Rugani e Danilo. Il Milan compie una rimonta storica, vince per 4-2 e si porta momentaneamente da solo al quinto posto in classifica con 49 punti, a +1 su Roma e Napoli. Con la quarta vittoria nelle ultime cinque gare, la squadra di Pioli si conferma la più in forma del campionato. Dopo la Lazio, i rossoneri castigano anche la Juve. Di Ibrahimovic su rigore (sesto centro stagionale), Kessie, Leao (quinto gol in Serie A) e Rebic (rete numero 10) i gol di un Milan mai domo e che alla fine porta a casa la vittoria con merito. Milan con Calhanoglu inizialmente in panchina, Rebic e Paquetà dall'inizio. Nella Juve, assenti De Ligt e Dybala giocano Rugani e Higuain. Queste le principali novità negli schieramenti di Pioli e Sarri. Il Milan schiera un 4-2-3-1 con Saelemaekers, Paquetà e Rebic alle spalle di Ibrahimovic. In panchina anche Bonaventura. La Juve replica con il solito 4-3-3 con Bernardeschi, Higuain e Cristiano Ronaldo in avanti. Sulla fascia sinistra confermato Danilo, a centrocampo c'è ancora Rabiot e non Matuidi. Prima della partita, toccante il ricordo del grande compositore Ennio Morricone, scomparso ieri a 91 anni, sulle note indimenticabili di 'C'era una volta in America'. Il colpo d'occhio di San Siro non è il solito di un appuntamento importante come Milan-Juve, non c'è l'assordante rumore del pubblico che caratterizza le super sfide al Meazza ma nel contempo si sentono perfettamente le indicazioni degli allenatori dalle panchine e i commenti in campo dei protagonisti. Inizio di partita a ritmi blandi, con le due squadre che tentano entrambe di mantenere il controllo del pallone ma senza che una prenda il sopravvento sull'altra. Prima conclusione degna di nota, un sinistro dal limite di Saelemaekers debole fra le braccia di Szczesny. Replica la Juve, con una punizione velenosa dalla trequarti di Bernardeschi che per poco Bonucci non riesce a deviare di testa alle spalle di Donnarumma. Proprio l'uscita del portiere inganna il difensore bianconero. Ancora Juve pericolosa al 13', con un destro a giro di Ronaldo deviato da Conti di poco in angolo. Scampato il pericolo, il Milan prova a riaffacciarsi nell'area juventina con due sinistri deboli di Ibra parati da Szczesny. Prima dell'intervallo si rivede la Juve, con un destro teso di Danilo dal limite respinto in angolo alla disperata da Kjaer. Poi ci prova Ronaldo di testa, con palla di un soffio alta ancora deviata. Infine è Higuain ad avere una palla buona a centro area, ma il suo destro è smorzato da Hernandez e parato da Donnarumma. Nell'intervallo Pioli lascia negli spogliatoi un inconsistente Paquetà e manda in campo Calhanoglu. A passare in vantaggio è però la Juve, con un gol strepito di Rabiot: il francese si produce in una straordinaria azione personale, con tunnel a Theo Hernandez e sinistro vincere a battere Donnarumma dopo una cavalcata di una cinquantina di metri palla al piede. Passano sette minuti e la squadra di Sarri raddoppio con un gol del solito Ronaldo, che su lancio di Cuadrado parte alle spalle di Kjaer e Romagnoli per poi battere facilmente Donnarumma. La partita sembra finita ma non è così. Il Milan reagisce con grande orgoglio e dopo dieci minuti accorcia le distanze con un rigore di Ibrahimovic, concesso per fallo di mani in area di Bonucci visto dal VAR. La Juve si addormenta improvvisamente e dopo quattro minuti subisce anche il 2-2, firmato da Kessie al termine di una bella azione manovrata con assist di Ibrahimovic. Il tempo di mettere la palla al piede e altra dormita della difesa juventina, ne approfitta il neo entrato Leao che firma l'incredibile 3-2. La Juve sembra un pugile sull'orlo del ko, perché il Milan sfiora a ripetizione anche il quarto gol con Rebic e Leao. Sarri prova a correre ai ripari inserendo Douglas Costa, Ramsey e Matuidi, al posto di un furente Higuain, Rabiot e Pjanic. I bianconeri si fanno rivedere in area rossonera con un colpo di testa di Rugani, su angolo, parato alla grande da Donnarumma. E' un solo un fuoco di paglia, perché all'80' Rebic chiude i giorni segnando il gol del 4-2 su ennesima dormita della difesa juventina. Nel finale solo Szczesny evita la figuraccia alla Juve, deviando in angolo una punizione dalla distanza di Calhanoglu.



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